Terremoto Emilia, Clini: rivedere mappe rischio sismico

Terremoto Emilia, Clini: rivedere mappe rischio sismico

Secondo il ministro Clini i crolli di questi giorni non dipendono dal mancato rispetto delle norme, ma dalla sottovalutazione del rischio nelle aree colpite.

Rivedere le mappe del rischio sismico. Lo ha chiesto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini dopo il nuovo forte sisma che questa mattina ha colpito l’Emilia Romagna e le regioni limitrofe. Le mappe cui si riferisce il ministro sono elaborate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e suddividono il territorio nazionale in aree a diversa pericolosità e, in base alla densità abitativa, a diverso rischio.

A preoccupare in modo particolare il responsabile del dicastero dell’Ambente è stato il crollo di diversi capannoni industriali nell’area dell’epicentro, che hanno determinato, sia in occasione del sisma di oggi che in quello dello scorso 20 maggio, la morte di diversi operai italiani e stranieri.

Occorre aggiornare la mappa del rischio sismico e le norme per costruire in sicurezza in quelle aree – ha dichiarato il ministro Clini – sottolineando che quanto è accaduto in questi giorni nel modenese e nel resto dell’Emilia – pone dei problemi di sicurezza sui criteri di costruzione.

Di qui la richiesta di rivedere le indicazioni della Protezione Civile e dell’INGV sul rischio sismico per i vari comuni italiani. Secondo la prima valutazione di Clini, infatti, a determinare i devastanti crolli delle ultime ore non sarebbe stato il mancato rispetto delle norme, ma l’errata valutazione della pericolosità sismica.

Sicuramente hanno tenuto conto delle norme sismiche – ha specificato il ministro dell’Ambiente a proposito dei costruttori dei capannoni e degli altri edifici che hanno subito dei crolli – ma su dati di rischio inferiore.

Download: Mappa del rischio sismico in Italia Comune per Comune

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