Termosifoni, come usarli al meglio e risparmiare energia

Termosifoni, come usarli al meglio e risparmiare energia

La normativa nazionale impone dei limiti che variano in base alle aree geografiche. Vietato, inoltre, superare la temperatura di 20 gradi centigradi

Si è fatto un po’ attendere, ma alla fine il grande freddo è arrivato anche quest’anno. Dopo un autunno insolitamente caldo, la colonnina di mercurio è precipitata un po’ in tutta la Penisola, raggiungendo valori più consueti per questa stagione. E se le temperature esterne si abbassano, si alzano automaticamente i termostati dei caloriferi, con i quali la maggior parte degli italiani cerca riparo dai rigori invernali.

Per evitare che l’uso dei termosifoni abbia un impatto rovinoso sull’ambiente e sul nostro portafogli, però, è importante adottare alcuni semplici accorgimenti, in modo da riscaldarsi in maniera sostenibile. Prima di tutto, è importante rispettare i limiti di legge sul numero di ore in cui la caldaia può restare in funzione, che variano da città a città.

La normativa nazionale in materia, infatti, suddivide il territorio italiano in sei zone climatiche (dalla ad alla F), distinte in base ai valori medi della temperatura atmosferica. Per ciascuna di queste fasce, la legislazione indica dei limiti ai periodi dell’anno e al numero di ore in cui è possibile tenere accesi i termosifoni.

A Catania, ad esempio, è possibile attivare i caloriferi dal 1 dicembre al 31 marzo, per non più di otto ore al giorno (fascia B). Parametri ben diversi a Milano e nelle altre città della zona climatica a E, dove è possibile usare i termosifoni dal 15 ottobre al 15 aprile, anche fino a 14 ore al giorno. Nella zona F, come a Trento, non è prevista alcuna limitazione.

Oltre a rispettare il calendario, però, è importante non esagerare con la temperatura. La legge, infatti, stabilisce che nelle abitazioni non devono essere superati i 20 gradi centigradi, con un margine di tolleranza di 2 gradi. Lo stesso limite vale anche per scuole, uffici e negozi, mentre la soglia scende a 18 gradi centigradi per gli immobili in cui si svolgono attività industriali e artigianali o assimilabili.

In casi particolari, i Comuni possono, con un’apposita ordinanza, abbassare ulteriormente i limiti, ad esempio per far fronte a periodi di particolare inquinamento atmosferico. È importante, inoltre, effettuare una periodica manutenzione della caldaia, evitare di coprire i caloriferi con tendaggi, mensole o mobili e isolare bene l’edificio, per evitare che il calore vada disperso. Oltre alla qualità dell’aria, ne trarrà beneficio anche la bolletta energetica.

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