Teleriscaldamento per combattere l’inquinamento atmosferico

Teleriscaldamento per combattere l’inquinamento atmosferico

Fonte immagine: pixabay

Secondo il Codacons il teleriscaldamento può essere un alleato nella battaglia all’inquinamento atmosferico.

Nel 2017 la città di Bergamo si è distinta per l’incremento dell’utilizzo del sistema di teleriscaldamento, non solo con riferimento ai privati, ma anche nel pubblico. Il teleriscaldamento è quella forma di riscaldamento (di abitazioni, scuole, ospedali) che consiste essenzialmente nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore (detti fluido termovettore) proveniente da una grossa centrale di produzione alle abitazioni, con successivo ritorno dei suddetti alla stessa centrale.

Un sistema molto efficace e green visto che riduce notevolmente le emissioni ed è un valido alleato per combattere l’inquinamento atmosferico. Come spiega il Codacons in una nota:

La battaglia all’inquinamento atmosferico deve essere combattuta su ogni fronte e con ogni mezzo possibile. I dati parlano chiaro: in Italia ogni anno muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico circa 35mila persone, di cui solo 10 mila in Lombardia. Adottare un sistema di riscaldamento che limiti l’inquinamento deve essere la priorità assoluta di tutti. Ricordiamo che il sistema di riscaldamento che utilizza stufe a legna provocano concentrazioni di polveri sottili elevatissime nella Pianura Padana.

Dal 2017 nella zona di Bergamo sono stato evitate emissioni ambientali per 14 mila tonnellate di CO2; 0,5 tonnellate di polveri sottili; 14 tonnellate di ossido di azoto e 4 tonnellate di anidride solforosa. In totale 9,9 mila famiglie teleriscaldate, corrispondenti a 6,8 milioni di MC.

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