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Tassista rifiuta il trasporto del cane guida di un cieco

Tassista rifiuta il trasporto del cane guida di un cieco

Un tassista inglese rifiuta un passaggio a una persona non vedente, per non far salire a bordo il suo cane guida: una scelta discutibile con un processo.

Un tassista inglese potrebbe perdere la licenza per aver rifiutato l’ingresso in auto a un cane guida. L’animale, Denby, un Labrador Retriever che di mestiere fa la guida per non vendenti e nel dettaglio è l’assistente di Desmond Baldwin. L’uomo aveva richiesto telefonicamente un taxi ma, alla vista del quadrupede, l’autista ne ha fermamente rifiutato l’ingresso sulla vettura. Non un gesto di stizza né di rabbia, ma una motivazione legata a uno stato allergico.

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Il cane all’interno del taxi, condiviso con altri colleghi, potrebbe favorire una reazione allergica alla figlia di uno di questi. Inoltre l’autista incriminato, James Chesney di 53 anni, ha ricevuto in merito un divieto da parte del gestore della compagnia dei taxi. Una scelta quindi particolare, che potrebbe anche costargli una multa di 1.000 sterline.

Secondo la legge della Equality Act, cioè sulle pari opportunità, rifiutare l’accesso in auto dopo una prenotazione implica un’incriminazione. L’autista è infatti stato condannato dal tribunale di Manchester a pagare 300 sterline di multa e 800 sterline di spese processuali. Secondo la ricostruzione dei fatti Desmond Baldwin, con il suo cane guida, aveva prenotato la vettura per raggiungere un amico non vedente presso il ristorante Pearl.

All’arrivo del taxi, e alla vista del cane, è scattato il rifiuto da parte dell’autista che si è difeso sostenendo la vettura fosse esente dal trasporto degli animali. Ma il non vedente e la sua accompagnatrice, Pauline Harrop, sostengono che le motivazioni reali siano altre. Inoltre, un’altra compagnia chiamata in sostituzione non ha battuto ciglio e recuperato cane e passeggeri. L’autista durante il processo è apparso confuso sulla dinamica dei fatti e ora rischia la revoca della licenza.

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