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Una tartaruga liuto trovata a Ravenna: è rara in Italia

Una tartaruga liuto trovata a Ravenna: è rara in Italia

Fonte immagine: Irin717 via iStock

Una tartaruga liuto, rarissima nel Mediterraneo, è stata rinvenuta a Ravenna: l'animale è stato immediatamente rilasciato.

Una tartaruga liuto è stata trovata al largo delle acque di Ravenna, un evento davvero insolito per questa porzione dell’Adriatico. Queste tartarughe, tra le più grandi esistenti al mondo, sono infatti molto rare lungo tutte le coste italiane. Fortunatamente in buone condizioni di salute e pertanto immediatamente rilasciata, gli esperti ora si domandano se si tratti di un fatto casuale oppure dell’avvio di una colonizzazione da parte di una specie non autoctona.

La tartaruga è rimasta incagliata nelle reti di un peschereccio di Cesenatico, tuttavia senza riportare alcun trauma o ferita. Ribattezzata Priscilla, così come sottolinea SkyTG24, l’esemplare pesa circa 300 chilogrammi per circa 140 centimetri di carapace.

L’esemplare, probabilmente una femmina, è apparso giovane e in ottima salute, fatta eccezione per qualche piccola escoriazione superficiale dovuto all’incidente con le reti. Recuperata e visitata dalla Fondazione Cetacea di Riccione, data l’assenza di problematiche di tipo fisico, è stata immediatamente rilasciata in mare grazie a un motopeschereccio della Capitaneria di Porto di Cesenatico.

La tartaruga liuto, ovvero la Dermochelys coriacea, è la variante marina più grande del mondo. Un esemplare adulto, infatti, può raggiungere anche i 300 centimetri di lunghezza e i 700 chili di peso. Questa specie si caratterizza per una pelle molto scura e spessa nonché per un carapace allungato – simile, appunto, allo strumento musicale dal quale prende il nome – solcato in lunghezza da lunghe e solide creste.

Così come già accennato, la presenza di queste tartarughe è decisamente rara lungo le coste italiane, sebbene in passato vi siano stati degli avvistamenti nell’Alto Adriatico. Gli esemplari adulti si nutrono prevalentemente di meduse e, per questa ragione, preferiscono altri luoghi per proliferare, dove le temperature sono maggiori così come il cibo abbondante. Al momento, non è dato sapere se la scoperta nel ravennate rappresenti unicamente una rara coincidenza o se, dato anche l’innalzamento delle temperature del mare, sia in corso una lenta colonizzazione dei nostri mari.

Fonte: SkyTG24

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