Tartaruga ingerisce 100 pezzi di plastica

Tartaruga ingerisce 100 pezzi di plastica

Fonte immagine: Pixabay

Una tartaruga ha ingerito oltre 100 frammenti di plastica, rinvenuti in mare: l'animale è stato sottoposto a una delicata procedura chirurgica.

Una tartaruga è stata di recente rinvenuta in cattive condizioni di salute, dovute all’ingestione di plastica. È accaduto a Boca Raton, in Florida, dove l’animale è stato sottoposto a una procedura chirurgica per la rimozione degli oggetti ingoiati per sbaglio: all’interno di stomaco e intestino sono stati rinvenuti più di 100 pezzi di plastica. Fortunatamente, l’animale ha superato l’intervento e si trova ora in fase di recupero.

L’animale è stato preso in cura dal locale Gumbo Limbo Nature Center e il suo caso è stato reso noto al pubblico tramite la piattaforma Instagram. La tartaruga, ribattezzata Zatanna, aveva ingerito un centinaio di frammenti di plastica, inclusi tappi di bottiglie, lacci di sicurezza, pezzi di forchette e cucchiai, sacchetti e molto altro. Tutti rifiuti purtroppo ampiamente presenti negli oceani, sempre più inquinati a causa dell’uomo, e che costituiscono una fonte di pericolo per moltissime specie marine.

Così come già accennato, la tartaruga è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico e tutti gli oggetti in plastica sono stati rimossi, permettendo all’animale di sperare in un futuro in salute. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, così non avviene: molti esemplari vengono rinvenuti già senza vita sulla spiaggia, altri ancora giungono alla morte dopo un’interminabile agonia. La plastica blocca l’intero processo digestivo e impedisce all’animale di scaricarsi: le tartarughe muoiono pertanto per denutrizione, infezioni e ferite o lacerazioni interne.

Nella maggior parte dei casi, queste tartarughe ingoiano frammenti di plastica per errore, scambiandoli per le prede di cui sono ghiotte. Ad esempio, la gran parte degli animali marini confonde i sacchetti di plastica con le meduse: un’eventualità, quest’ultima, che colpisce non solo le tartarughe ma anche gran parte dei cetacei, come capodogli e balene.

Fonte: One Green Planet

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