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Tartaruga impigliata nella plastica salvata in Salento

Tartaruga impigliata nella plastica salvata in Salento

Fonte immagine: Pexels

Una tartaruga marina è stata salvata da una vera e propria prigione in plastica: succede in Salento, un caso che desta preoccupazione sull'inquinamento.

Una tartaruga rimasta impigliata nella plastica è stata salvata in Salento. È questa la storia che arriva dalla costiera di San Foca, dove un esemplare è stato rinvenuto in seria difficoltà. Fortunatamente, grazie all’intervento di alcuni volontari l’animale è stato tratto in salvo.

Così come riferisce Repubblica, la tartaruga era rimasta impigliata in un sacco di plastica, impossibilitata a muoversi. I rifiuti attorcigliati attorno al corpo avevano provocato delle ferite agli arti. Per questa ragione, l’esemplare è stato immediatamente condotto al Centro Recupero Tartarughe Marine di Calimera, dove tutti i residui di plastica sono stati rimossi.

Purtroppo la plastica è stata anche ingerita dall’animale, così come confermano alcuni pezzi colorati rinvenuti nella vasca di convalescenza. Gli esperti del Centro confermano come simili ritrovamenti siano sempre più frequenti, proprio data l’elevata diffusione della plastica in mare:

Negli ultimi anni sono aumentati considerevolmente i casi di tartarughe giunte intrappolate in grovigli di plastica o a causa di ingestione della stessa. Abbiamo stimato che circa l’80% dei ricoveri presenta problematiche legate alla plastica. […] Fortunatamente negli ultimi anni con l’aumento della plastica stanno aumentando anche le associazioni e le iniziative che hanno preso a cuore questo importante problema e ogni giorno combattono per contrastarlo.

Tartaruga: la minaccia della plastica

La plastica rappresenta una delle più gravi minacce alla sopravvivenza dei mari e degli oceani. Si stima che nel 2050 vi saranno più rifiuti che pesci in acqua e, data la recente pandemia da coronavirus, le sostanze inquinanti sono addirittura aumentate. Oltre a bottiglie, sacchetti, posate e bicchieri, si moltiplicano infatti mascherine e guanti. Gli animali marini spesso rimangono impigliati in questi rifiuti, trovando così la morte. Altrettanto frequentemente ingoiano la plastica per sbaglio, scambiandola per gustose prede. Il materiale blocca l’apparato digerente, impedendo all’esemplare di assumere sostanze nutritive, causando infezioni e lacerazioni interne.

Fonte: Repubblica

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