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Tartaruga avvolta dai rifiuti: rischia di perdere le pinne

Tartaruga avvolta dai rifiuti: rischia di perdere le pinne

Fonte immagine: Pexels

Una tartaruga è stata rinvenuta avvolta da lenze in nylon e altri rifiuti, rischia ora di perdere le pinne a seguito del blocco della circolazione.

È una vicenda che mette in luce gli enormi danni causati dall’inquinamento in mare, quella che purtroppo vede protagonista una tartaruga soccorsa negli scorsi giorni in Calabria. L’animale, un esemplare di Caretta Caretta, è stato rinvenuto avvolto in lenze di nylon e altri rifiuti e ora rischia di perdere le due pinne anteriori.

Il ritrovamento della tartaruga è avvenuto nelle acque di Pellaro, a Reggio Calabria, dove l’animale è stato immediatamente soccorso e affidato alle cure del Centro Recupero Tartarughe Marine (CRTM) di Brancaleone. L’esemplare, lungo circa 70 centimetri e di 25 chilogrammi di peso, presentava svariati metri di lenza di nylon avvolta attorno alle zampe. Lo strumento da pesca risultava a sua volta aggrovigliato attorno a un galleggiante di legno, così come a un vecchio cerchione di bicicletta.

Poiché molto stretto attorno al corpo della tartaruga, il nylon ha bloccato la circolazione sanguigna per le pinne frontali dell’animale, determinando una cancrena. Al momento, non è dato sapere se le zampe potranno essere recuperate: di certo, se si renderà necessaria l’amputazione, l’esistenza di questo povero animale diverrà estremamente complessa.

La vicenda non fa altro che confermare quanto esteso sia il problema della plastica in mare, una quantità di rifiuta talmente estesa da minacciare la sopravvivenza di tartarughe, delfini, balene e molte altre specie. Nella maggior parte dei casi, questi animali ingeriscono i rifiuti scambiandoli per prede, ma capita frequentemente vi rimangano incastrati. Così spiega il sito del CRTM di Brancaleone:

Non sappiamo come andrà a finire la sua storia, ma Afrodite (così battezzata come la Venere di Milo, senza braccia) vorremmo che restasse nel cuore e nei ricordi di tutti come il simbolo del disastro ambientale che noi stiamo vivendo da spettatori. Lei è solo una delle decine di migliaia di tartarughe marine (e non solo) ogni anno vittime dell’uomo.

Fonte: CRTM Brancaleone

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