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Niente Tares se si adotta un cane: il servizio di Ballarò

Niente Tares se si adotta un cane: il servizio di Ballarò

Niente Tares per chi adotta un cane in alcuni comuni d'Italia, perché è vantaggioso per le amministrazioni locali: lo spiega un servizio di Ballarò.

Se ne parla già dallo scorso autunno e l’iniziativa raccoglie consensi bipartisan: alcuni comuni italiani hanno deciso di eliminare o scontare la Tares per quelle famiglie che decideranno di adottare un cane. Oggi la questione torna di attualità soprattutto sui social network, grazie a un servizio mandato in onda a Ballarò. E sono molte le domande: perché si tratta di un provvedimento vantaggioso per le amministrazioni?

Solarino in Sicilia, le città di Avellino, Lecce e Bordeno nel ferrarese: sono questi alcuni dei comuni che negli ultimi mesi hanno avanzato delle misure anti-Tares, purché connesse allo svuotamento dei canili municipali. A seconda sia stata prevista la totale esenzione oppure uno sconto, i cittadini si possono rivolgere ai rifugi e adottare un nuovo amico a quattro zampe, allontanando così la bolletta salata del Tributo sui Rifiuti e i Servizi del comune. Il tutto con i più severi controlli sulla salute del cane, perché ovviamente le iniziative non devono essere considerate come un facile espediente per evitare il pagamento di una tassa. Per quale motivo, tuttavia, i comuni ci guadagnano pagando la Tares al posto dei cittadini?

Lo spiega la trasmissione di Giovanni Floris, proprio intervistando Sebastiano Scorpo, sindaco di Solarino. Mantenere un esemplare in canile costa più di 4 euro al giorno, tra cibo, cure veterinarie, vaccinazioni e quant’altro. Si tratta di 1.500 euro l’anno per cane, per un totale di oltre 54.000 euro complessivi. Per il supporto economico alle famiglie in difficoltà, invece, si spendono circa 35.000 euro, con 250 euro a persona: si crea così una situazione di incredibile disequilibrio, dove la cura più che legittima per i cani supera addirittura quella dell’uomo. Eliminando la Tares con l’adozione di un cane, il comune si libera di parte di quei 1.500 euro per il mantenimento – ovvero l’ammontare totale meno la somma della tassa rimborsata – e ha così più fondi da destinare ai servizi per le famiglie bisognose. Il tutto nel massimo del rigore, perché ogni sei mesi i cani adottati verranno sottoposti a controlli d’accudimento e salute, per accertarne la buona condotta degli adottanti. In definitiva, è un vantaggio per l’intera collettiva: per il Comune che si trova più fondi da destinare a progetti di tutela, per le famiglie che non pagano la tassa e per gli amici a quattro zampe, pronti finalmente a lasciare la gabbia di un canile per trovare una casa vera.

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