Summit ONU sul clima: servono impegni concreti, ma Trump assente

Summit ONU sul clima: servono impegni concreti, ma Trump assente

Fonte immagine: Foto di Tumisu da Pixabay

Al via oggi il Summit ONU sul Clima, chiesti impegni concreti per contrastare i cambiamenti climatici: assente Donald Trump, a New York Giuseppe Conte.

Al via oggi a New York il Summit ONU sul clima. Un appuntamento fortemente voluto dai vertici delle Nazioni Unite per fare il punto sull’attuale crisi climatica e per presentare soluzioni e impegni concreti in vista della COP25 (Conferenza delle Parti), in programma il prossimo dicembre a Santiago del Cile. A chiederlo è soprattutto il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, che ha chiesto ai leader mondiali proposte “chiare, attuali e compatibili con le più recenti scoperte scientifiche”. Un invito all’azione rilanciato anche dalle associazioni ambientaliste, che chiedono ai governi di smettere di rimandare ogni iniziativa limitandosi ad “annunci e promesse”.

Il Summit ONU sul clima non fornirà tuttavia un documento vincolante, ma si concluderà con una dichiarazione già firmata da 30 capi di Stato mondiali incluso Sergio Mattarella. Ciascuna nazione è chiamata a presentare i suoi progetti futuri per sostenere la lotta ai cambiamenti climatici.

Se da un lato c’è attesa per il piano della Cina, hanno già annunciato che non presenteranno alcun progetto alcuni tra i Paesi più inquinanti (Giappone, Brasile, Arabia Saudita, Australia e Corea del Nord). Tra i grandi assenti Donald Trump, da sempre sostenitore del negazionismo climatico.

Sarà presente all’incontro statunitense il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al quale Greenpeace rivolge un invito particolare. Ha dichiarato Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo Greenpeace Italia:

Greenpeace Italia chiede al premier Conte e al suo governo di non limitarsi ad annunci e promesse, ma di agire urgentemente per contrastare l’emergenza climatica. Non è più il momento di tergiversare, ma occorre intervenire subito, abbandonando le politiche che ci hanno portato alla situazione attuale, per mettere finalmente in pratica provvedimenti incisivi contro i cambiamenti climatici.

Sempre al Governo Conte Greenpeace Italia ha chiesto che vengano prese alcune iniziative specifiche, cinque punti chiave per affrontare la crisi climatica in atto:

  1. Rivedere il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) con obiettivi coerenti con l’azzeramento delle emissioni di CO2 entro il 2040, con un piano energetico basato al 100 per cento su rinnovabili ed efficienza energetica;
  2. Definire un piano che conduca allo stop dal 2028 della vendita di auto con motore a combustione interna;
  3. Eliminare l’uso di biocarburanti di prima generazione, come l’olio di palma;
  4. Promuovere l’abolizione dei sussidi agli allevamenti intensivi e utilizzare questi fondi per sostenere aziende agricole che producono con metodi ecologici;
  5. Spostare progressivamente i sussidi dati alle fonti fossili verso misure di efficienza e verso la promozione delle rinnovabili.

L’incontro di New York è diventato senza volerlo uno degli appuntamenti principali della Global #WeekForFuture, iniziativa che si è sviluppata dai #FridaysForFuture lanciati da Greta Thunberg e che ha portato lo scorso 20 settembre al primo dei due Scioperi per il clima previsti. Il secondo è in programma venerdì 27 settembre nelle piazze di tutto il mondo e prenderà il titolo di “Earth Strike”.

Proprio in riferimento alle manifestazioni dei giorni scorsi è intervenuta Greta Thunberg. Durante le dichiarazioni di apertura dello Youth Climate Summit ONU, l’incontro sul clima dedicato ai giovani ambientalisti mondiali, la stessa attivista svedese ha dichiarato:

Ieri milioni di persone in tutto il mondo, soprattutto giovani, hanno marciato e chiesto vere azioni sul clima. Abbiamo mostrato che siamo uniti e che noi giovani siamo inarrestabili.

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