Succhi di frutta alla pera con tossine e pesticidi: analisi lancia l’allarme

Succhi di frutta alla pera con tossine e pesticidi: analisi lancia l’allarme

Fonte immagine: Unsplash.com

Dieci succhi alla pera sono stati analizzati da Il Salvagente che ha scoperto pesticidi e tossine nei marchi più venduti.

Durante l’estate il consumo di succhi di frutta aumenta in maniera esponenziale, ma le vendite si protraggono per tutti i dodici mesi. Ogni anno, nel complesso, se ne bevono nel nostro Paese 765 milioni di litri, circa 13 a testa, per un giro di affari che nel 2018 ha fatturato circa 683 milioni di euro.

I genitori li scelgono per i bambini, perché li considerano una valida alternativa alla frutta, spesso poco amata dai più piccoli. Ma a berli sono anche ragazzi e adulti, complice quell’associazione di pensiero che li vuole naturali, salubri e genuini. Ma è proprio così?

A indagare all’interno di brick e bottiglie di succhi di frutta è la rivista Il Salvagente, che ha deciso di portare in laboratorio dieci succhi di pera, uno dei gusti più consumati in Italia, selezionandoli tra le marche più diffuse nei nostri supermercati.

Sotto la lente sono finiti quegli elementi potenzialmente dannosi per l’organismo, come pesticidi e sostanze chimiche, ma anche le possibili contaminazioni di tossine (come la patulina), oltre alle valutazioni sui quantitativi di zucchero presenti.

I risultati complessivi, spiega in un articolo la rivista, non sono particolarmente allarmanti: quasi tutti i succhi di pera analizzati hanno evidenziato tracce di zuccheri e dei fitofarmaci captano, boscalid e dodina, ma in quantità non ideonee a destare preoccupazione.

In sei campioni su dieci, infine, è stata trovata la tossina patulina. Anche stavolta le quantità non sono state ritenute pericolose per la salute. Tuttavia, come spiega ancora il Salvagente, nel caso del prodotto risultato peggiore – 8,75mcg/kg – sarebbe sufficiente il consumo di 4-5 bicchieri di succo di pera in un giorno da parte di un bambino di 20 chili per raggiunge la dose tossicologica massima.

Fonte: Il Salvagente

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