Stromboli, scoperti meccanismi che scatenano eruzioni esplosive

Stromboli, scoperti meccanismi che scatenano eruzioni esplosive

Fonte immagine: Foto di milito10 da Pixabay

Scienziati italiani e un team anglo-australiano hanno svelato i meccanismi dietro le eruzioni esplosive dello Stromboli: ecco perché si verificano.

Scoperti dall’INGV i meccanismi che provocano le eruzioni esplosive dello Stromboli. Il vulcano siciliano è stato protagonista di fenomeni eruttivi anche nel 2019, portando all’evacuazione di diverse decine di turisti e residenti. Lo studio appena presentato dal Laboratorio per le Alte Pressioni e Alte Temperature di Geofisica e Vulcanologia Sperimentali (Hpht) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) si intitola “Mush cannibalism and disruption recorded by clinopyroxene phenocrysts at Stromboli volcano: new insights from recent 2003-2017 activity” ed è stato pubblicato sulla rivista Lithos.

La ricerca sullo Stromboli è stata condotta dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in collaborazione con altri atenei e centri di ricerca (Università la Sapienza di Roma, Università del Queensland e Natural History Museum di Londra). Gli studiosi hanno analizzato i prodotti dell’attività eruttiva di “Iddu”, come lo chiamano i residenti locali, tra il 2003 e il 2017.

Nello specifico sono stati analizzati i pirosseni, minerali magmatici capaci di “registrare” quanto avviene al di sotto della superficie terrestre. Da qui sono stati estratti diversi dati relativi all’interazione di differenti tipologie di magma. Secondo quanto affermato dai ricercatori un magma più caldo proveniente da profondità vicine ai 10 km salirebbe fino a entrare in contatto con quello più freddo presente a circa 3 km dalla superficie: da questo incontro scaturirebbero le eruzioni esplosive e i conseguenti terremoti. Hanno dichiarato gli studiosi:

I pirosseni rinvenuti nei prodotti dell’esplosione avvenuta il 5 aprile 2003 mostrano che questo processo di interazione è stato molto più veloce rispetto alle eruzioni successive che sono avvenute fino al 2017.

Questo significa che la geometria e la forma della camera magmatica che si trova sotto il vulcano hanno iniziato a cambiare nel tempo, in accordo col fatto che i pirosseni hanno registrato un processo di interazione tra i due magmi molto evidente.

Ulteriori studi sono stati avviati anche in relazione alle recenti eruzioni esplosive, quelle del 2019. Come hanno sottolineato i ricercatori:

È per questa ragione che ora il nostro team sta studiando i prodotti vulcanici eruttati nell’ultimo anno, allo scopo di comprendere se il sistema di alimentazione dello Stromboli si sia ulteriormente modificato.

Fonte: Lithos

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