Giardinaggio

Quello del giardinaggio non è un semplice hobby oppure uno splendido passatempo, bensì un’attività che porta beneficio all’organismo nel suo complesso: prendersi cura di piante e fiori, infatti, permette di rimanere in forma, di migliorare le proprie condizioni di salute e di aumentare l’autostima personale. Eppure non si tratta di un’attività semplice, soprattutto per chi si avvicinasse a questa arte per la prima volta, poiché richiede dedizione, pazienza e studio. Quali sono i consigli per eccellere nel giardinaggio, quali gli stili più diffusi e, ancora, quali strumenti e tecniche applicare? Di seguito, qualche utile consiglio.

Tipi di giardino

Per curare alla perfezione un giardino, utile è conoscere la storia di questa disciplina, che affonda le radici in un passato molto lontano. Nei secoli, infatti, si sono affermati diversi stili, tali da caratterizzare tutti gli spazi verdi odierni. Tra i più importanti, si elencano:

  • Giardino italiano: noto anche come giardino formale, si è sviluppato nel corso del XVI secolo e si caratterizza per una suddivisione geometrica degli spazi. Questi sono determinati dalla stessa vegetazione, in particolare siepi e topiarie, opportunamente potate per ottenere forme geometriche facilmente identificabili. In ogni luogo, vige la simmetria e la razionalità;
  • Giardino inglese: sviluppatosi nel Settecento, nella fase finale del Romanticismo, questa tipologia di giardino ribalta la concezione razionale italiana, puntando sulle emozioni e l’effetto sorpresa. Gli spazi sono aperti e irregolari, affinché il visitatore possa scovare nuovi elementi con ogni sguardo, mentre la natura è viva, rigogliosa, libera di seguire il suo corso;
  • Giardino giapponese: la tradizione nipponica nella cura del giardino è millenaria, tanto che non si può parlare di un singolo stile. Vi sono però degli elementi cardine, come il rispetto degli equilibri naturali e delle forze del corpo, la suddivisione degli spazi per alimentare la meditazione, la calma e la quiete. Dai giardini zen, bonseki e karesansui, dove la disposizione di elementi vivi e secchi assume un grande simbolismo, al kaiyu-shiki-teie per riprodurre paesaggi in miniatura, arrivando al verde rustico delle case tradizionali nipponiche con il roji.

A questi se ne aggiungono molti altri, come il francese incentrato sulla spettacolarizzazione delle varietà floreali, il mediterraneo con il ricorso a sassi e piante grasse quali il fico d’India, l’arabo con l’attenzione per l’acqua e le fontane, nonché molti altri ancora.

Alternative moderne

Come facile intuire, la creazione di un giardino non deve necessariamente rispettare i canoni classici delle discipline già in precedenza accennate. Negli ultimi anni, ad esempio, si tanno affermando nuovi trend, con l’affermazione di spazi verdi sempre più funzionali: il giardino non è più considerato come un luogo piacevole da visitare, ma anche come un mezzo per rispondere a specifiche esigenze. Tra i tanti, si elencano:

  • Giardino verticale: sempre più apprezzato nei contesti urbani, risolve la mancanza di spazio creando spazi verdi lungo le pareti dei palazzi. Le alternative sono le più svariate: dalla riproduzione di boschi in miniatura alle coperture con muschio o varietà rampicanti, fino a veri e propri orti urbani;
  • Giardino commestibile: è un’evoluzione del classico orto, affinché l’area verde non sia solo un luogo di coltivazione, ma anche una zona da vivere quotidianamente e in cui rilassarsi. Anziché varietà ornamentali, si coltivano frutta e verdura, così come erbe aromatiche, rimedi naturali e fitoterapici, e altro ancora.
  • Giardino terapeutico: punta sul benessere psicologico dell’individuo, affinché il giardino diventi luogo d’incontro e socializzazione utile ad eliminare tensioni, ansie e paure, anche con stimolazioni visive e olfattive, facendo ricorso a piante dalle note capacità calmanti.

Cosa coltivare

Definito lo stile del proprio spazio verde, utile è comprendere quali specie vegetali coltivare. Il primo passo da compiere è quello di informarsi sulle caratteristiche climatiche del proprio luogo di residenza, affinché le varietà prescelte possano sopravvivere per tutto il corso dell’anno. Ancora, è necessario conoscere la composizione del terreno: alcune piante richiedono terricci morbidi, altri argillosi, altre ancora aridi e via dicendo. In linea generale, tra le alternative da coltivazione si elencano:

  • Alberi da frutto: dai classici melo e pero, passando per l’albicocco, il pesco, il ciliegio o le vigne. Tutte varietà che, oltre a garantire della frutta gustosa e benefica, offrono delle meravigliose fioriture;
  • Siepi e frangivento: si tratta di coltivazioni funzionali per riparare lo spazio verde, sia da occhi indiscreti che dall’azione degli eventi climatici. Tra le alternative più gettonate si suggeriscono il lauroceraso, il ligustro, la Photinia, l’alloro, il pioppo nero e molte altre ancora;
  • Fiori: piccolo o grande che sia, un giardino che si rispetti non può essere privo di fantastici fiori. Si possono coltivare rose, elegante dalie, narcisi, rododendri, margherite, gerani, begonie, zinnie, peonie, azalee, gladioli, bouganville, ciclamini e tanti altri ancora. Non mancano nemmeno le piante grasse, dai classici cactus alle succulente di ogni forma e dimensione;
  • Prato: naturalmente, il giardino non può essere privo di un tappeto verde, su cui adagiarsi e rilassarsi. Tra i più diffusi, il tipico prato inglese con il loietto, ma anche il trifoglio nano mediterraneo.

Attrezzi e tecniche di base

Infine, prima di lanciarsi nell’abbellimento di un appezzamento di terra per trasformarlo in uno splendido giardino, è utile apprendere quali attrezzi non possono mai mancare, così come alcune tecniche di base. Riguardo ai primi, la dotazione essenziale prevede almeno zappa, pala, rastrello e cesoie, a cui aggiungere ovviamente tubi di irrigazione e vasi, questi ultimi se non si desidera lasciare fiori e piante in dimora definitiva.

Per quanto riguarda le tecniche, utile è conoscere alcune definizioni di base:

  • Concimazione: è la procedura che porta alla fertilizzazione del terreno, aggiungendo delle sostanze che ne aumentano gli elementi nutritivi. La concimazione organica, ad esempio, arricchisce il terriccio di componenti azotate, sfruttando dei fertilizzanti naturali come il compost;
  • Semina, rinvaso e trapianto: rappresentano le fasi di crescita e di inserimento definitivo in dimora di tutte le piante. Con la semina, così come suggerisce il nome, la crescita del vegetale avverrà a partire dal suo stesso seme. Con il rinvaso, invece, si prendono delle piante già cresciute per ospitarle in un contenitore più grande, mentre il trapianto consiste nel trasferimento di una piantina dal vaso alla dimora definitiva;
  • Talea: è la capacità di ottenere una nuova pianta da un elemento reciso da una già esistente, ad esempio un rametto. Con questa procedura, si ottiene un secondo esemplare dalle caratteristiche genetiche identiche a quello originario;
  • Innesto: è la tecnica che permette di impiantare una specie diversa sul tronco o sul ramo di una già esistente, per ottenere ibridazioni sia decorative che da frutto;
  • Potatura: è l’operazione che permette di dar forma a una varietà vegetale, controllandone lo sviluppo verticale e orizzontale. Può essere realizzata per necessità ornamentali, ma anche per rimuovere rami secchi o malati affinché non intacchino l’intera pianta;
  • Pacciamatura: è la pratica che permette di preservare nel tempo le varietà coltivate, sia dall’azione del clima nei mesi più freddi dell’anno, che dal proliferare delle erbe infestanti. Si realizza posizionando una fitta copertura attorno alle piante, si tratti di un telo in cellophane oppure di elementi naturali come ghiaia, trucioli, segatura o cocci.

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