Stop alla plastica: Consiglio UE approva la messa al bando

Stop alla plastica: Consiglio UE approva la messa al bando

Fonte immagine: Pixabay

Stop alla plastica dal Consiglio UE, messa al bando per i prodotti monouso più diffusi tra cui piatti, posate e Cotton fioc.

Il Consiglio UE ha dato il via libera oggi alla messa al bando della plastica monouso. Nuova spinta verso un’economia più circolare da parte dell’Unione Europea, che dichiara ufficiale lo stop a piatti, posate, cannucce, tazze in polistirolo espanso, contenitori per alimenti, Cotton fioc e bastoncini per palloncini. Non risultano inclusi nel divieto europeo i bicchieri.

Nel provvedimento approvato dal Consiglio UE stop anche alle bottiglie PET, per le quale vigerà un obbligo di raccolta differenziata, entro il 2030, pari ad almeno il 90% del quantitativo consumato; previsto inoltre un obiettivo intermedio, al 2025, del 77%. Le bottiglie di plastica dovranno inoltre contenere almeno il 30% di materiali riciclati; minimo il 25% entro il 2025.

Secondo quanto contenuto nel testo approvato dal Consiglio Europeo risulta esteso il principio di responsabilità per i produttori, applicato anche a palloncini, filtri per tabacco, salviette umidificate, assorbenti igienici e accessori per la pesca: per tali prodotti il produttore sarà tenuto a coprire costi di raccolta, successivo trasporto e trattamento (inclusi quelli relativi a rimozione dei rifiuti e sensibilizzazione dei cittadini). Ha dichiarato Stefano leoni, coordinatore scientifico del Circular Economy Network promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile e da 12 aziende e organizzazioni d’impresa:

È un passo avanti importante. Il provvedimento ha una notevole forza innovativa: per la prima volta si impone una percentuale minima di utilizzo di materiale riciclato nella fabbricazione primaria dei prodotti. Per ora la soglia stabilita è del 30% al 2030: non è molto, ma servirà a sostenere un mercato del materiale riciclato.

È auspicabile che questa soglia non solo salga, ma venga introdotta anche per altri prodotti, ad esempio vestiti, arredamento, auto, elettrodomestici, costruzioni. Intanto la palla passa ai governi: in fase di recepimento dovranno fissare quote di riciclo minimo dei rifiuti raccolti relativi ai prodotti quali filtri e prodotti del tabacco, palloncini, assorbenti igienici, salviette umidificate e prodotti della pesca.

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