Stop ai test sugli animali: si rischia il rinvio in Europa

Stop ai test sugli animali: si rischia il rinvio in Europa

Il Parlamento Europeo verso una proroga ai test sugli animali per prodotti cosmetici. Insorge la LAV che considera assurda e priva di ragioni l'ipotesi.

Secondo la Direttiva 2003/15CE, l’UE dovrebbe vietare dal 2013 la sperimentazione sugli animali dei prodotti destinati alla cosmesi. La pratica, altamente discutibile, resterebbe comunque in voga per quanto riguardo i test di medicinali, ma si tratterebbe senza dubbio di un passo avanti notevole nella lotta contro la vivisezione.

Eppure, dopo aver letto la relazione annuale sui metodi alternativi alla sperimentazione animale nel settore dei prodotti cosmetici del Parlamento Europeo, la LAV denuncia la tentazione delle istituzioni di spostare in avanti la suddetta data.

I test sugli animali, in realtà, sono vietati in Europa già dal 2004, tranne che per 3 campi di intervento ben precisi: tossicità per uso ripetuto, tossicità riproduttiva e tossicocinetica (assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione della sostanza in esame). Secondo le ultime relazioni, non sussisterebbero ancora “metodi alternativi” giudicati affidabili. I questo modo, la data del 2013 sembra impossibile da far rispettare.

La LAV ha fatto però notare, giustamente, come siano ormai disponibili migliaia di componenti già testate o comunque già considerabili sicure e come esistano decine e decine di prodotti “cruelty free” in commercio. E parliamo anche di brand celebri internazionalmente come Yves Rocher o di marchi italiani come I Provenzali – per gli interessati ala lista completa, visitate questa pagina dal sito LAV.

Chiarissimo è, allora, il messaggio lanciato da Michela Kuan, biologa, responsabile LAV Vivisezione e Test cosmetici:

È fondamentale che il Parlamento europeo faccia rispettare il divieto previsto per il 2013, anche in considerazione della chiara posizione dell’opinione pubblica a riguardo, che si è mostrata totalmente contraria all’uso di animali in questo ambito sperimentale. Considerando la posizione contraria che probabilmente presenterà la Commissione, è importante che la campagna contro i test cosmetici su animali continui ad essere supportata e diffusa al fine di influenzare la decisione finale delle Istituzioni chiamate a votare.

Non possiamo non fare nostro, in questo caso, l’appello accorato della LAV. Per chi volesse, è attiva anche una raccolta firme per aumentare la pressione sulle istituzioni comunitarie.

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