Stati Generali Green Economy 2019: rinnovabili quasi ferme in Italia

Stati Generali Green Economy 2019: rinnovabili quasi ferme in Italia

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Presentata oggi a Ecomondo la Relazione sullo Stato della Green Economy 2019: male le rinnovabili, Italia più competitiva su biologico e riciclo rifiuti.

Emergono alcune importanti criticità dalla Relazione sullo Stato della Green Economy 2019. Presentato oggi durante la sessione plenaria di apertura degli Stati Generali della Green Economy, il bilancio suona poco incoraggiante su diversi fronti. A cominciare da quello relativo alle emissioni di CO2, che non accennano a calare da 5 anni. Male anche le rinnovabili, la cui crescita è indicata come “quasi ferma”.

In base alla relazione presentata oggi durante gli Stati Generali della Green Economy 2019 stenta a decollare in Italia l’ecoinnovazione, mentre al contrario il parco auto italiano si conferma il più “denso” d’Europa con 644 vetture ogni mille abitanti. Sempre sul fronte veicolare in aumento dal 2018 le emissioni dei nuovi veicoli mentre peggiora il tasso di circolarità. Diverse le criticità emerse, a fronte di alcune eccellenze italiane nei settori della Green Economy secondo quanto sottolineato da Edo Ronchi, Consiglio Nazionale della Green Economy:

Sono registrate alcune eccellenze italiane nel campo della Green Economy, ma emergono anche molte criticità: sostenere le eccellenze e recuperare le difficoltà è la via da perseguire per lanciare un concreto Green New Deal in Italia. Nulla ha potenzialità di sviluppo comparabili con quelle della Green Economy che se adeguatamente promosse ed estese, potranno trascinare investimenti e nuova occupazione.

La Relazione sullo Stato della Green Economy 2019 è stata redatta sulla base di 9 aree tematiche strategiche, ritenute indicatori validi per esprimere l’andamento dei singoli Paesi in relazione alla Green Economy. Di seguito quanto concerne l’Italia:

  • Emissioni di gas serra – Il settore dei trasporti incide più che mai sull’andamento delle emissioni di gas climalteranti per quanto riguarda l’Italia, che ha visto il valore tornare a crescere dal 2014 e attestarsi nel 2017 a 428 MtCO2eq (poco oltre i valori 2014). Quasi immutato il dato 2018 (426 MtCO2eq), mentre le indicazioni per il primo semestre 2019 riferiscono di una nuova crescita per l’anno in corso.
  • Risparmio ed efficienza energetica – Sono tornati a crescere i consumi lordi di energia tra il 2014 e il 2017, da 166 a oltre 170Mtep. Una crescita che nel 2018 ha superato quella del PIL (+2% per il primo a fronte dello 0,9% del secondo). Cresciuti anche i consumi finali, dell’1,5%. Anche in questo caso importante il ruolo dei trasporti, che ha pesato sui consumi finali con un +3,2% (il più alto negli ultimi venti anni).
  • Fonti rinnovabili – Malgrado la crescita delle rinnovabili sia sostanzialmente ferma in Italia, soltanto +1% in 5 anni, il Bel Paese risulta ancora avanti rispetto a diversi Paesi europei: le energie verdi soddisfano il 18,3% del fabbisogno energetico interno; 17,5% la media europea e il dato relativo alla Spagna, mentre seguono Francia (16,3%), Germania (15,5%) e Regno Unito (10,2%). Produzione di biometano triplicata in Italia nel 2018, ma contribuito delle rinnovabili al settore trasporti ancora marginale.
  • Economia circolare ed uso efficiente delle risorse – Italia al terzo posto in Europa per tasso di circolarità, dopo Francia e Regno Unito; quarta la Germania. Riciclo dei rifiuti che vede l’Italia al secondo posto, dietro Berlino, superando di due punti percentuali la media UE.
  • Ecoinnovazione – Molto più indietro per quanto riguarda la spesa ambientale (8,7 euro pro capite) in Ricerca&Sviluppo, scesa del 17% nel periodo 2010-2017, con l’Italia al 22esimo posto in Europa (media 14,4 euro pro capite). Sul fronte digitalizzazione Bel Paese 24esimo su 28 Paesi europei.
  • Agricoltura – Italia leader in Europa nel 2018 grazie a un valore aggiunto pari a 32,2 miliardi di euro, secondo posto dietro alla Francia per quanto riguarda la produzione. Bene anche il fronte del biologico, con una superficie dedicata cresciuta del 25% dal 2012 (seconda in Europa dopo la Spagna). Prima al mondo per quantità di produzioni a indicazione geografica.
  • Territorio e capitale naturale – Malgrado l’Italia risulti tra i Paesi UE più ricchi in termini di biodiversità (flora vascolare oltre 6.700 specie, il 20,4% di queste risultano endemiche, fauna composta da circa 58.000 specie, quasi il 30% endemiche), nel 2018 sono stati consumati ulteriori 51 chilometri quadrati di territorio, per una media di circa 14 ettari al giorno (nelle 14 città metropolitane oltre un quinto del suolo artificiale).
  • Mobilità sostenibile – Come citato in avvio l’Italia detiene in Europa il tasso più alto in termini di auto (644 ogni 1000 abitanti). In più le emissioni delle nuove automobili immatricolate è di poco inferiore a 120 gCO2/km (+5,5% all’anno precedente). Ancora scarsa l’attenzione per le auto elettriche è scarsa: vendute meno di 10.000 vetture a fronte delle 68.000 in Germania. Quinto mercato europeo per le e-bike, male invece il parco bus pubblici: perlopiù veicoli a diesel, e-bus presenti in città come Milano, Torino, Bergamo e Cagliari.
  • Green City – Non incoraggiante anche il dato relativo alla risposta delle città italiane ai cambiamenti climatici: 376 azioni intraprese, di cui 358 volte a mitigarne gli effetti e appena 18 all’adattamento.

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