Stati Generali della Green Economy 2019: martedì 5 sessione d’apertura

Stati Generali della Green Economy 2019: martedì 5 sessione d’apertura

Al via martedì 5 novembre 2019, presso Ecomondo, gli Stati Generali della Green Economy: tema centrale il Green New Deal.

Green New Deal al centro dell’ottava edizione degli Stati Generali della Green Economy, al via domani 5 novembre nell’ambito di Ecomondo 2019. Si discuterà di misure e provvedimenti che consentirebbero all’Italia non soltanto di centrare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, ma anche di attrarre in pochi anni oltre 200 miliardi di nuovi investimenti. Il tutto a fronte della creazione di più di 800mila posti di lavoro.

Gli Stati Generali della Green Economy 2019 hanno come slogan “Green New Deal e sfida climatica: obiettivi e percorso al 2030”, proprio a indicare la centralità del tema all’interno del dibattito. I lavori prenderanno il via con la sessione plenaria prevista per la mattina di martedì 5 novembre, aperta da Edo Ronchi: a seguire interventi di Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Antonio Misiani, Viceministro dell’Economia e delle Finanze, e di Riccardo Fraccaro, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’incontro di chiusura è invece previsto per mercoledì 6 e avrà come titolo “Clima e Green New Deal: un patto tra imprese e governi”.

In occasione di Ecomondo 2019 verranno presentati otto obiettivi strategici che compongono il “Piano decennale per il Green New Deal”, proposto dagli Stati Generali della Green Economy. Di seguito i punti chiave del documento:

  1. Obiettivi climatici ambiziosi, aumentando l’impegno di riduzione dei gas serra del Piano Energia e Clima dal 37% al 50%;
  2. Transizione ad un’energia efficiente e rinnovabile, rendendo più incisiva la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, raddoppiando il contributo delle pompe di calore, aumentando geotermia, solare termico, biomasse e arrivare per le rinnovabili elettriche al 65% nel 2030;
  3. Transizione efficiente a un’economia circolare con un recepimento rapido ed efficace delle Direttive europee, dando seguito allo sblocco dell’end of waste, incentivando il riciclo e il mercato dei prodotti;
  4. Rigenerazione urbana secondo il modello delle green city attraverso un programma pluriennale;
  5. Tutela del capitale naturale e lo sviluppo dell’agricoltura di qualità utilizzando la nuova PAC;
  6. Decarbonizzazione dei trasporti riducendo le auto in città con investimenti nel servizio pubblico, costuendo15.000 nuovi chilometri di corsie preferenziali e piste ciclabili e incrementando la sharing mobility;
  7. Maggiore impegno per la formazione, la ricerca, l’innovazione e la digitalizzazione orientate alla green economy aumentando gradualmente le risorse destinate all’ eco-ricerca e sviluppo da 8,7 euro per abitante ai 25 della Germania;
  8. Riforma fiscale spostando il prelievo dal lavoro ai gas serra e introducendo quindi, contemporaneamente, una carbon tax i cui proventi servano per investimenti green e un forte taglio del cuneo fiscale. Una carbon tax di 40 euro a tonnellata per combustibili e carburanti fossili nei settori non ETS significherebbe un aumento di 10 centesimi al litro per il gasolio e otto per la benzina con un circa 2 miliardi di nuove entrate.

Legge di Bilancio 2020 un primo importante passo secondo Edo Ronchi, Consiglio Nazionale della Green Economy, a cui dovrà però seguire un impegno nel lungo periodo:

Il Green New Deal è una svolta storica che richiede la definizione di obiettivi strategici, un dibattito partecipato e un programma decennale al 2030 necessario sia per affrontare la crisi climatica sia per rilanciare la green economy e farla diventare la forza trainante del rilancio dell’Italia.

La Legge di Bilancio 2020 contiene novità positive per il Green New Deal come i fondi per la decarbonizzazione dell’economia, l’economia circolare, l’adattamento e la mitigazione climatica e le prime disposizioni di revisione dei sussidi dannosi per l’ambiente, ma per realizzarlo non basta certo una sola legge di bilancio, ma una strategia a lungo termine.

I temi vicini alla Green Economy e al “Green New Deal” verranno discussi anche all’interno di quattro sessioni tematiche di approfondimento.

Il 5 novembre si svolgeranno tre incontri: “Il Green New Deal per le città: un Programma Nazionale di rigenerazione urbana“, in collaborazione con GreenCity Network; “Il Green New Deal per la circular economy: indirizzi per il recepimento delle Direttive e le necessarie infrastrutture“, in collaborazione con Circular Economy Network; “Il Green New Deal per il territorio: il ruolo delle imprese per valorizzare l’agricoltura e il capitale naturale”, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo.

Il 6 novembre è prevista una sessione intitolata “Il Green New Deal per la mobilità: less, electric, green, shared – muoversi con leggerezza“, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Sharing Mobility e il supporto di Peugeot.

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