Stalattiti e stalagmiti: cosa sono e come si formano

Stalattiti e stalagmiti: cosa sono e come si formano

Stalattiti e stalagmiti sono formazioni rocciose di composizione simile, ma con alcune importanti differenze: ecco cosa sono e come si formano.

Stalattiti e stalagmiti sono formazioni rocciose molto comuni e presenti anche nelle grotte italiane. Spesso confuse tra loro, tendono a svilupparsi all’interno di cavità create dal fluire dell’acqua tra le fessure delle rocce calcaree. Seppure molto vicine in termini di composizione e “habitat”, si differenziano per alcuni aspetti fondamentali: tali tratti distintivi non coinvolgono soltanto la loro posizione, ma interessano la loro conformazione strutturale e le rispettive modalità di sviluppo.

Spesso stalattiti e stalagmiti offrono uno spettacolo unico e irripetibile ai visitatori di grotte come quelle di Frasassi (Genga, Provincia di Ancona), di Postumia (Slovenia), di Nettuno (Alghero, Provincia di Sassari) e di Castellana (Città Metropolitana di Bari). Un ecosistema tanto bello quanto delicato, il cui sviluppo non deve essere oggetto di interferenze, pena l’interruzione del suo millenario percorso di crescita.

Fonte: Foto di Christopher O'Toole da Pixabay

Cosa sono

Si tratta di formazioni minerali che originano sulla parte superiore o inferiore della cavità. Proprio il punto d’origine è tra i tratti distintivi di stalattiti e stalagmiti, con le prime che si formano a partire dal “soffitto” per poi estendersi verso il basso. Le seconde seguono un percorso inverso, innalzandosi dalla base della grotta verso l’alto.

Sia le stalattiti che le stalagmiti sono composte da calcite, tra i minerali più comuni sulla Terra, costituito essenzialmente da carbonato di calcio neutro (CaCO3). Resta però un’ulteriore differenza tra le due formazioni: la prima mantiene una piccola cavità al suo interno, mediante la quale ha origine e si sviluppa, mentre la seconda è compatta e priva di spazi interni.

Fonte: Foto di Gérard JAWORSKI da Pixabay

Come si formano

La formazione di stalattiti e stalagmiti è fortemente interconnessa, anzi si può affermare che l’una è la diretta conseguenza dell’altra. Quando una fessura posta sulla volta di una grotta viene raggiunta dall’acqua avviene un passaggio, goccia a goccia, del liquido. Seppur minima quest’azione consente un deposito, tutto intorno ai bordi della fessura, di carbonato di calcio.

Questo deposito aumenta con il passare del tempo, ingrossandosi e allungandosi verso il basso fino a formare un pendente cilindrico, che prende il nome di stalattite. Parte dell’acqua che scorre dalla fessura iniziale continuare a scendere nel foro interno prolungando la stalattite, mentre il grosso continuerà la sua caduta fino a toccare il pavimento della grotta: col tempo qui si verificherà un nuovo deposito di carbonato di calcio, questa volta compatto e sempre più alto, che prenderà il nome di stalagmite.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

La Mobilità si fa in 4, l’iniziativa di Arval per le scuole