Spugne ecologiche ricavate dalla luffa

Spugne ecologiche ricavate dalla luffa

La luffa, dalla forma molti simile a una zucchina, si trasforma da verdura commestibile in spugna esfoliante totalmente biodegradabile

Siete alle prese con l’arduo compito di non perdere la vostra abbronzatura? I prodotti in commercio sono troppo aggressivi per la vostra pelle? Perché non scegliere l’ambiente e la natura e utilizzare una spugna totalmente biodegradabile?

Come? Semplice: con la luffa. Si tratta di una spugna vegetale derivata dalla Luffa cylindrica (o Loofa aegyptica), una sorta di zucca oblunga originaria dei paesi caldi dell’Asia tropicale. Durante gli anni ha preso piede anche qui da noi, e non è strano vederla arrampicarsi sui tralicci delle coltivazioni del sud. Perché la luffa è una pianta rampicante che può raggiungere anche i 5 metri di altezza e una volta matura, se non colta per tempo, di disidrata perdendo la sua morbidezza diventando fibrosa, elastica e spugnosa.

Si ottiene così una spugna completamente biodegradabile e naturale, che grazie alla superficie porosa crea un effetto esfoliante sulla pelle facilitando il ricambio cellulare e rendendola molto più morbida e liscia. Facile da lavare non trattiene il sapone e lo sporco ed è pronta subito all’uso. Impiegata anche come spugna per pulire le stoviglie, la luffa è commestibile quando i frutti sono ancora giovani e nei paesi siatici svolge anche il ruolo di pianta officinale e ornamentale.

Non è così atipico coltivarla in giardino, i semi neri si interrano tra marzo e maggio e la crescita può variare tra i 110 e i 180 giorni. La sua crescita richiede molta acqua con irrigazioni frequenti, e i frutti che ne derivano appaiono molto simili a zucchine. Anche il lattice prodotto dall’incisione della luffa viene impiegato per la preparazione di cosmetici e saponi biologici.

Per ottenere le spugne è indispensabile cogliere la zucca di luffa a maturazione completata, completamente fibrosa e priva di polpa. Quindi tolta la buccia, va tagliata e fatta macerare in acqua per eliminare eventuali residui interni. Il prodotto finito è ottimo combinato con l’olio di mandorle per eliminare residui di ceretta sulla pelle, oppure per un massaggio drenante anti-cellulite sulle cosce. Aiuta a riattivare la circolazione sanguigna e facilita l’azione di scrub sulle zone ostiche del corpo: gomiti e talloni. La luffa, che si affaccia lentamente nella nostra quotidianità e nelle erboristerie, potrebbe diventare ben presto una vera risposta ecologica contro sprechi e inquinamento.

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