Le spiagge stanno scomparendo per i cambiamenti climatici

Le spiagge stanno scomparendo per i cambiamenti climatici

Fonte immagine: Unsplash

I cambiamenti climatici potrebbero comportare la perdita di quasi la metà delle spiagge sabbiose mondiali: è quanto rivela uno studio.

Quasi la metà delle spiagge sabbiose mondiali potrebbe scomparire, o subire delle importanti riduzioni, entro la fine del secondo. Il tutto a causa dei cambiamenti climatici causati dall’uomo, responsabili di aver accelerato i fenomeni di erosione. È quanto svela il Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea, così come riferisce il Guardian.

Si stima che, nei prossimi 30 anni, l’erosione dovuta ai cambiamenti climatici possa portare alla perdita di 36.097 chilometri di spiagge sabbiose, pari al 13.6% di quelle identificate dal JRC tramite un’indagine basata sulle immagini satellitari. Nella seconda metà del secolo la situazione potrebbe addirittura peggiorare, con la scomparsa di altri 95.061 chilometri, pari al 35.7% delle spiagge oggi esistenti.

Il fatto preoccupante è che queste stime, così come riferisce sempre il Guardian, si basano su previsioni ottimistiche relative ai cambiamenti climatici e all’aumento delle temperature. In altre parole, così sarà se lo scioglimento dei ghiacciai sulle calotte polari dovesse portare all’aumento di 50 centimetri del livello dei mari entro il 2100. In caso si dovessero raggiungere gli 80 centimetri, potrebbero essere ben 131.745 i chilometri di spiagge perdute.

I Paesi più coinvolti potrebbero essere il Regno Unito (1.531 km), l’Australia (14.849 km), il Canada (14.425), il Cile (6.659 km), il Messico (5.488 km), la Cina (5.540 km) e gli Stati Uniti (5.530 km). In termini più comprensibili, così come spiega l’esperto in oceanografia Michalis Vousdoukas, le spiagge potrebbero ritirarsi di 100-200 metri sull’Atlantico, sul Pacifico e sulla porzione australiana dell’Oceano Indiano.

Limitare le emissioni di anidride carbonica e di altre sostanze note per innalzare il livello delle temperature, così da limitare lo scioglimento dei ghiacci, potrebbe essere d’aiuto. Una riduzione moderata entro il 2050 potrebbe risultare protettiva per il 17% delle spiagge, riducendo il ritiro delle stesse dai 100-200 metri preventivati ai 42.

Fonte: The Guardian

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