Spiagge, stabilimenti su oltre il 50% degli spazi

Spiagge, stabilimenti su oltre il 50% degli spazi

Spiagge sempre più occupate degli stabilimenti balneari e soggette a inquinamento ed erosione nel bilancio tracciato da Legambiente.

Erosione e concessioni balneari riducono gli spazi liberi sulle spiagge italiane. La denuncia arriva dal rapporto Spiagge di Legambiente, impegnate in queste settimane con l’iniziativa Goletta Verde. Occupati dagli stabilimenti oltre il 50% degli spazi, sostiene l’associazione, mentre l’8% è risultato non balneabile.

Legambiente ha messo insieme i dati raccolti con quelli in possesso del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Regioni e Comuni. Prese in esame anche foto aeree. Ne emerso che le prime 10 località per presenza di stabilimenti balneari sono: Alassio, Jesolo, Forte dei Marmi, Rimini, Lido di Ostia, San Benedetto del Tronto, Alba Adriatica, Pozzuoli, Giardini Naxos e Mondello. Meno del 10% di spiagge libere in Emilia Romagna e in Versilia.

Numeri record a Forte dei Marmi, dove i 125 stabilimenti balneari occupano il 93,7% della costa. Si “fermano” a circa il 70% Emilia Romagna e Liguria, mentre toccano quota 67,7% la Campania e 61,8% le Marche. Secondo Legambiente cinque Regioni (Toscana, Basilicata, Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Veneto) non hanno ancora adottato misure per stabilire percentuali minime di spiagge libere.

Sul fronte inquinamento il 7,8% dei tratti sabbiosi italiani è “non balneabile” per cattiva qualità delle acque (dati 2020 Portale Acque, Ministero della Salute). Maglia nera per Sicilia, Calabria e Campania.

Spiagge e rischio erosione

Per quanto riguarda l’erosione delle coste è salita a poco meno del 50% (46%) la quota delle spiagge soggette a rischio. Picchi oltre il 60% in Abruzzo, Sicilia e Calabria. Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente:

La sfida che vogliamo lanciare ai Comuni costieri, ai balneari, al Governo è di aprire un confronto sul futuro delle spiagge italiane: se entriamo nel merito delle questioni diventa possibile trovare soluzioni di qualità, interesse generale e innovative.

È un obiettivo condiviso che vi siano maggiori e più efficaci controlli rispetto alle trasformazioni in corso lungo le coste italiane, per trovare regole capaci di migliorare e diversificare l’offerta, di affrontare questioni ambientali, come l’erosione, che si aggraveranno in una prospettiva di cambiamenti climatici.

Ha aggiunto Sebastiano Venneri, responsabile turismo di Legambiente:

L’errore da non commettere è continuare ad affrontare separatamente questioni che necessitano di politiche integrate e di programmazione degli interventi di recupero. Di un turismo sostenibile e accessibile, di regole trasparenti e dell’isolamento per chi non le rispetta.

Fonte: Adnkronos

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