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Spesa: 55% italiani pronto a pagare di più per tutelare l’ambiente

Spesa: 55% italiani pronto a pagare di più per tutelare l’ambiente

Fare la spesa può avere un impatto importate sull'ambiente, ecco i risultati dell'indagine condotta in Italia da Altroconsumo.

Oltre un italiano su due è pronto a spendere di più per fare la spesa purché sia tutelato l’ambiente. Questo uno dei dati principali che emergono da uno studio di Altroconsumo, condotto nell’ambito del progetto “La Spesa che Sfida” e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Dati a cui sono stati aggiunti alcuni consigli utili per spendere bene sia per la salute che per ridurre il proprio impatto ambientale.

L’indagine di Altroconsumo è stata svolta su un campione di 1625 persone di età compresa tra i 25 e i 74 anni, residenti all’interno del territorio italiano. Tra i primi dati che emergono vi è una maggiore consapevolezza del legame tra fare la spesa e tutela ambientale, con il 60% degli intervistati che si dichiara cosciente dell’impatto delle proprie abitudini alimentari sulla Terra. Appena il 25% afferma però di prestare “molta attenzione” a tale aspetto quando procede coi propri acquisti.

Il 55% degli intervistati si detto disposto a pagare di più per l’acquisto di prodotti sostenibili. Il 54% non ritiene il prezzo il criterio principale con cui procede agli acquisti. Questi due aspetti rischiano però di esporre i consumatori alla pubblicità ingannevole di alcuni venditori. Secondo Altroconsumo slogan, grafiche e immagini utilizzati dalle aziende presentano come “green” prodotti che in realtà di sostenibile non hanno poi granché.

Come sottolinea Altroconsumo l’utilizzo di loghi, bollini o marchi non corrisponde sempre a “maggiore qualità e sicurezza”, in modo particolare per quanto riguarda le definizioni DOP e IGP:

Questi bollini non sono però automaticamente sinonimo di maggiore sicurezza e qualità e addirittura non sempre assicurano un legame stretto con il territorio.

Positivo secondo l’associazione che l’82% degli italiani chieda alle autorità maggiori controlli in merito. Un’indicazione arriva anche in relazione al consumo di prodotti bio, che vede uova e olio in testa al 41%, seguiti da verdure e legumi (29%) e frutta (26%).

Infine alcune ulteriori specifiche riguardo: obbligo di offrire ai consumatori una quota minima di prodotti bio e sostenibili (61%); acquisto di frutta e verdura di stagione (77%); l’82% ritiene che i produttori locali dovrebbero ricevere maggiore supporto affinché possano competere sul mercato.

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