Spaghetti, studio statunitense ne svela i segreti

Spaghetti, studio statunitense ne svela i segreti

Uno studio statunitense ha tracciato caratteristiche e comportamento degli spaghetti durante la cottura, ecco i risultati dell'insolita ricerca.

Segreti e pregi degli spaghetti in uno studio condotto dai ricercatori della University of California di Berkeley, negli USA. N. Goldberg e Oliver M. O’Reilly hanno analizzato gli effetti della cottura in acqua bollente sullo specifico taglio di pasta, identificando tre “stadi” attraversati dallo stesso durante l’immersione: incurvato, depositato e infine arrotolato. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Physical Review E, periodico dell’American Physical Society.

Dall’esame di tali caratteristiche/stadi i ricercatori hanno ricostruito un modello, testando poi i risultati immergendo uno spaghetto per due ore in acqua a temperatura ambiente. Secondo quanto affermato dagli studiosi il modello si sarebbe rivelato efficace nel prevedere il comportamento della pasta, ottenendo ulteriori dati utili per quanto riguarda la produzione alimentare e la nutrizione.

Come ha spiegato la biologa nutrizionista Deborah Tognozzi, contattata da Adnkronos Salute, la pasta dovrebbe sempre essere consumata al dente, meglio ancora se poi raffreddata in frigorifero e poi riscaldata in padella:

Consumare pasta cotta al dente, raffreddata in frigorifero e riscaldata poi in padella rende l’amido più resistente: si abbassa l’indice glicemico dell’alimento e si riducono le calorie assorbite. Più la pasta è al dente più l’indice glicemico è basso.

Inoltre lo spaghetto ha meno zuccheri rispetto alla pasta corta, per via di un processo di gelatinizzazione dell’amido. Quindi gli spaghetti sono una scelta migliore per le persone a dieta, che possono condirli con gamberetti e zucchine, o comunque proteine e verdure, per favorire il senso di sazietà ed evitare il picco glicemico.

Fonte: Adnkronos

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