Sostenibilità agroalimentare nel Lazio: intervista all’assessore Enrica Onorati

Sostenibilità agroalimentare nel Lazio: intervista all’assessore Enrica Onorati

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Sostenibilità della filiera agroalimentare nella Regione Lazio: le nostre domande all'assessore Enrica Onorati.

Si avvicina il Pizza Romana Day (12 settembre prossimo), evento organizzato da Agrodolce in collaborazione con Regione Lazio e ARSIAL, sponsorizzato da Birra del Borgo con la sua LISA, e che vede come media partner GreenStyle, Repubblica Sapori, Radio Sonica. Un giorno importante per parlare di pizza romana fatta a regola d’arte, ma anche di impasti sostenibili, sia dal punto di vista delle materie prime, sia dell’impatto sull’ambiente e sulle persone che quotidianamente lavorano nel comparto agroalimentare.

Non è un caso che la centralità di queste tematiche abbia consentito la collaborazione al Pizza Romana Day da parte dalla Regione Lazio e da ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio). Per approfondire le attività a sostegno della sostenibilità agroalimentare portate avanti dalla Regione Lazio abbiamo rivolto alcune domande ad Enrica Onorati, Assessore all’Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali.

Assessore Onorati, ci può spiegare cosa vuol dire, in pratica, parlare di filiera agroalimentare sostenibile nel Lazio?

Innanzitutto vorrei inquadrare in senso più ampio il concetto di “sostenibilità” che spesso viene ricondotto alla sola, per quanto importantissima, sostenibilità ambientale. La sostenibilità, a cui lavoriamo quotidianamente, deve essere anche economica e sociale perché solo la coesistenza di questi elementi ci può far parlare di crescita sostenibile.

L’agricoltura, per sua natura e per suo vantaggio, deve essere sostenibile perché rappresenta un settore primario per l’uomo; il mezzo fondamentale per l’approvvigionamento di cibo.
Nel Lazio perseguiamo questo indirizzo con convinzione e tenacia perché riteniamo fondamentale “giocare le carte” della qualità e del rispetto per l’ambiente in risposta a mercati che, troppo spesso, pretendono un’agricoltura massificata e intensiva. Ce lo chiedono i cittadini-consumatori, sempre più attenti ai temi della spesa consapevole, della salute, della sicurezza alimentare. Sono proprio loro i nostri migliori alleati.

La nostra agricoltura deve essere integrata con il paesaggio, deve completarlo, migliorarlo, puntare alla qualità al fine di creare valore aggiunto.
Come? Ad esempio, promuovendo e sostenendo le buone pratiche agricole che riducono e impiegano correttamente i fitofarmaci, puntano ad una nuova cultura del consumo razionalizzando l’utilizzo della risorsa idrica, promuovono l’economia circolare e green all’interno del comparto.

Per quanto concerne la sostenibilità economica e l’organizzazione delle filiere in agricoltura, è opportuno citare, tra gli strumenti comunitari disponibili, le misure del PSR per la “Cooperazione”. Già nel prossimo autunno, apriremo una nuova stagione di bandi pubblici per l’erogazione di contributi alle imprese volti a sostenere la cooperazione di filiera, progetti di filiera organizzata, progetti pilota, attività promozionali condivise.

Stiamo anche lavorando alla costruzione di reti per favorire la partecipazione dei GAL (Gruppi di Azione Locale), enti sussidiari, di prossimità e per sviluppare partenariati con università e gruppi di studio e ricerca.

Concluderei dicendo che la crescita sostenibile non attiene solo ad una revisione delle regole ma anche ad un profondo cambio culturale. Servono norme e contributi pubblici che fungano da facilitatori (e questo è il compito primario delle istituzioni) e, al contempo, serve la convinzione matura da parte del mercato che la qualità rappresenta un’opportunità per tutti: per l’ambiente e per l’economia.

Che benefici può portare una filiera sostenibile?

Tantissimi. Nello specifico vorrei dire che una filiera sostenibile garantisce la redistribuzione dei vantaggi derivanti dalla vendita dei prodotti a tutti gli attori coinvolti nel processo produttivo.

Un’agricoltura sostenibile è, inoltre, custode e sentinella del paesaggio e questo è molto importante perché rappresenta la premessa per lo sviluppo del turismo ambientale.
Ultimo, ma non meno importante, è il ruolo sociale che una filiera agricola organizzata e giusta può rappresentare. Le attività agricole abitano e completano le aree interne e periferiche che altrimenti rimarrebbero emarginate (se non addirittura abbandonate), danno lavoro, generano un indotto commerciale di importante rilievo, custodiscono tradizioni enogastronomiche e culturali.

Chi sono gli attori coinvolti?

Quando si parla di agricoltura e cibo dobbiamo sentirci tutti coinvolti. Lo è l’Unione Europea che con la sua programmazione settennale delle risorse economiche consente alle regioni di finanziare e sostenere il settore agroalimentare attraverso le misure del Programma di Sviluppo rurale.
Sono protagonisti anche gli Stati e le Regioni che intercettano il fabbisogno e producono norme, regolamenti e bandi pubblici.
Lo sono i consumatori finali che, giustamente, esigono qualità al giusto prezzo al fine di far quadrare i bilanci familiari e soddisfare il legittimo diritto alla salute. Cittadini che hanno ben interiorizzato il fatto che il cibo è cultura e salute, non solo nutrimento.
E poi c’è il tessuto economico rappresentato dalle nostre imprese, dalle aggregazioni di imprese, dalle organizzazioni sindacali e datoriali e dai lavoratori del comparto. Da loro proviene quella domanda di norme giuste, sburocratizzazione, sostegno e investimenti che ci aiuta a leggere la complessa realtà del mondo agricolo e ad assumere le decisioni necessarie a favorirne lo sviluppo.
Anche le amministrazioni locali si devono sentire coinvolte in questo ragionamento sulla riorganizzazione delle filiere e del mondo produttivo agricolo perché sono proprio le comunità locali (in particolar modo quelle rurali) a godere dei benefici di uno sviluppo armonico e sostenibile.
Non a caso il PSR contiene numerose misure volte a finanziare gli enti locali. Penso ad esempio alla misura 07 “Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone rurali” con la quale vengono finanziati interventi per il miglioramento di infrastrutture, approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili, banda larga, attività ricreative, riqualificazione, restauri, riconversione di immobili.

Come si utilizzano, dove si trovano e come vengono comunicate agli interessati le risorse disponibili per il sostegno al settore?

Enrica Onorati
Enrica Onorati

Lo strumento principale, come dicevo, è rappresentato dal PSR (Programma di Sviluppo Rurale) che consente alle Regioni italiane di finanziare e sostenere interventi del settore agricolo – forestale regionale con i fondi europei. È il mezzo principale attraverso il quale sosteniamo il mondo agricolo a tutto tondo: imprenditoria giovanile, cooperazione, investimenti, regimi di qualità, innovazione, agricoltura biologica, benessere degli animali ed altro ancora.
Per quanto riguarda le filiere produttive e la cooperazione, a partire dal mese di settembre 2019 pubblicheremo nuovi avvisi della misura 16.10 del PRS a sostegno dei “Progetti di Filiera Organizzata” per promuovere la qualità, le filiere corte, le associazioni di produttori e la commercializzazione. Questa misura permetterà, inoltre, di attivare le sottomisure della 04 e 03 relative a “miglioramento delle prestazioni aziendali, investimenti in imprese agroalimentari, regimi di qualità dei prodotti agricoli e agroalimentari.

Anche la legislazione regionale rappresenta un importante strumento diretto di supporto del comparto agricolo in termini di regolamentazione, semplificazione, opportunità. Giusto un mese fa, ad esempio, abbiamo approvato la “Legge Regionale per la disciplina e la promozione dei Biodistretti”: uno strumento importante per la salvaguardia dell’ambiente, promozione e distribuzione dei prodotti biologici, miglioramento dei rapporti di filiera, conservare la biodiversità, sicurezza alimentare, incentivazione di azioni eco compatibili.

Ci teniamo molto a fornire una comunicazione completa e leggibile agli operatori del settore affinché possano apprendere agevolmente le informazioni relative a tutti gli strumenti (regolamentari e finanziari) a loro disposizione. Lo facciamo, innanzitutto, attraverso il sito istituzionale della Regione Lazio (sezione agricoltura) ma anche attraverso la pagina Facebook dell’assessorato. Per quanto concerne il reperimento di informazioni su tutti i bandi europei, i cittadini, le imprese e gli enti locali possono usufruire del sito internet lazioeuropa.it attraverso il quale è stato fatto un importante lavoro di accorpamento di tutte le azioni e avvisi afferenti ai fondi comunitari.

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