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Sostenibilità: 34 milioni gli italiani virtuosi secondo LifeGate

Sostenibilità: 34 milioni gli italiani virtuosi secondo LifeGate

Fonte immagine: LifeGate

Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile, ecco tutti i dati diffusi da LifeGate sulle abitudini degli italiani.

In Italia si è sempre più attenti alla sostenibilità ambientale, lo dicono i numeri. Le scelte di consumo green fanno parte della vita di 34 milioni di connazionali, che al momento di acquistare prodotti per la casa, prenotare una vacanza e acquistare un’auto optano per soluzioni a basso impatto ambientale.

La fotografia emerge dal quinto “Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile” realizzato da LifeGate in collaborazione con l’istituto di ricerca Eumetra MR e immortala un presente dove la salvaguardia dell’ecosistema è un valore destinato a crescere, non una moda passeggera.

Tra i cittadini maggiormente sensibili all’argomento figurando le donne, con un’età compresa tra i 35-54 anni, diplomate o laureate, professionalmente attive, che si impegnano di più a mettere in pratica comportamenti ecologici.

Il 47% del campione complessivo intervistato dichiara di scegliere energia rinnovabile, con un incremento del 16% rispetto allo scorso, il 79% è disposto a preferire lampadine a Led che consumano meno elettricità, il 52% prodotti bio, anche se hanno un costo maggiore rispetto ai cibi non biologici e il 23% auto ibride o elettriche.

Cresce anche l’attenzione verso le vacanze sostenibili, con 8,1 milioni di italiani che affermano di acquistare pacchetti viaggio responsabili, cioè mete che rispettano le persone e il pianeta.

In cos’altro sono virtuosi gli italiani? Il 92% degli intervistati dichiara di fare sempre la raccolta differenziata sia a casa sia in ufficio, così da dare una seconda vita ai materiali riciclabili, il 77% di utilizzare elettrodomestici a basso consumo anche se hanno un costo maggiore rispetto agli altri, il 34% di consumare alimenti biologici e il 17% di utilizzare capi di abbigliamento sostenibili, perché la moda è tra i comparti più impattanti.

“Sempre di più si parla di temi di sostenibilità e questo ha consentito un’ulteriore crescita del 10% dal 2018 rispetto alla conoscenza complessiva, un numero considerevole di circa 5 milioni di italiani che hanno iniziato il percorso di cambiamento. La sostenibilità sta diventando il pensiero del futuro di tutti, persone e imprese”, ha commentato Enea Roveda, CEO di LifeGate.

La minaccia principale, invece, arriva dalla plastica, vista come il nemico da contrastare, infatti, l’89% considera “molto rilevanti” le campagne di sensibilizzazione sull’impatto di questo materiale nei mari, che finisce per inquinare l’acqua, riempire le spiagge e minare la vita acquatica, infatti, il 97% del campione intervistato crede sia necessario agire per limitarne l’utilizzo.

LifeGate_Osservatorio_marzo2019_roundtable

Quanto al futuro, si immaginano case, aziende e città in un’ottica di sviluppo ancora più green.
Per il 73% degli intervistati la casa del futuro è costruita con materiali naturali non impattanti e riciclabili, per il 70% è efficiente dal punto di vista energetico con pochi sprechi come la dispersione termica ed è predisposta per un’autoproduzione alimentare ed energetica.
Passando alle aziende, sono considerate sostenibili se attente ai diritti dei lavoratori, se usano in modo responsabile le materie prime e se in grado di controllare la qualità e la sicurezza di tutta la filiera.

Le città in cui si vivrà dovranno essere ricche di giardini, parchi e aree verdi, con maggiori collegamenti tra centro e periferie e con una buona percentuale di immobili derivanti dal recupero edifici esistenti, oggi abbandonati.

“Le città producono circa il 70% dell’anidride carbonica presente nell’atmosfera, quindi sono le cause e le vittime dell’inquinamento. Per contrastare questo fenomeno negativo lo strumento più efficace è renderle più verdi e in Italia è Milano a dare il buon esempio: si sta lavorando a un progetto che consente di piantare 3 milioni di alberi entro il 2030, il che risolverebbe l’80% dei problemi legati alla cattiva qualità dell’aria, mentre dall’altra parte dell’oceano New York è partita con un piano che prevede di piantare un milione di alberi nei prossimi sette anni”, ha spiegato Stefano Boeri, architetto e urbanista, durante la presentazione della ricerca.

Articolo scritto da Anna Simone

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