Solstizio inverno 2018: significato esoterico, spiegazione, tradizioni

Solstizio inverno 2018: significato esoterico, spiegazione, tradizioni

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Il solstizio d'inverno segna la giornata più corta dell'anno: ecco quali sono le date per il 2018, nonché il significato esoterico e le tradizioni.

L’autunno è ormai agli sgoccioli: temperature miti e foglie colorate cedono il passo al clima ben più rigido dell’inverno e al candido manto della neve. Un passaggio che avverrà in concomitanza con il solstizio invernale, la data che segna ufficialmente l’entrata nella stagione più fredda. Non si tratta, però, di una semplice ricorrenza, ma di un preciso fenomeno astronomico. Quali sono le caratteristiche di questo evento, quale la spiegazione esoterica e quali le tradizioni più diffuse?

Di seguito, tutte le informazioni utili per comprendere il solstizio d’inverno, complete delle date per il 2018.

Solstizio d’inverno 2018: spiegazione e date

Sole in inverno

Per solstizio s’intende un evento astronomico dovuto al movimento apparente del Sole rispetto alla Terra. Due volte l’anno, in concomitanza con l’inizio della stagione estiva e di quella invernale, la stella raggiunge il punto massimo o minimo di declinazione in relazione al suo moto apparente lungo l’eclittica, nonché all’inclinazione dell’asse terrestre. L’evento comporta delle conseguenze davvero uniche: determina, infatti, le giornate più lunghe e più corte dell’anno.

Come facile intuire, il fenomeno è differente a seconda si viva nell’emisfero boreale o australe del Pianeta: quando al di sopra della linea dell’Equatore si verifica il solstizio invernale, nell’emisfero australe si manifesta quello estivo.

In riferimento all’emisfero australe, il solstizio d’inverno cade solitamente tra il 21 e il 22 dicembre. La data non è fissa, poiché il moto della Terra intorno al Sole accumula, ogni anno, circa sei ore di ritardo. È per questa ragione che si adotta il calendario bisestile, con un giorno in più nel mese di febbraio, ogni quadriennio: proprio per compensare il ritardo poc’anzi citato. Per il 2018, il fenomeno avverrà il 21 dicembre alle 22.22 del fuso universale (UTC), che corrisponde praticamente a quello del meridiano di Greenwich.

Storia, tradizioni e significato esoterico

Sole e neve

Nella lunga storia dell’uomo, anche facendo riferimento a civiltà molto lontane, al solstizio d’inverno sono stati sempre associati profondi significati. In particolare, la brevità del giorno è stata sovente associata alla momentanea vittoria delle tenebre sulla luce, con l’avvio della stagione più dura di tutto l’anno. Eppure, questo fenomeno non è stato mai colto negativamente dalle varie popolazioni che nei secoli hanno abitato la Terra, poiché al solstizio è anche associato il significato della rinascita. Dopo questo evento astronomico, infatti, le giornate cominciano progressivamente ad allungarsi, segnando così la rivincita della luce e della vita sull’oscurità. Ancora, gli antichi accettavano di buon grado le fitte nevicate, poiché protettive dei raccolti: la neve, infatti, isola il terreno dalle gelate esterne, proteggendo piante e semi con una temperatura più alta.

Al solstizio d’inverno sono stati associati negli anni i più disparati significati esoterici, poiché le antiche civiltà erano solite motivare il movimento degli astri con l’azione dirette delle divinità. La stessa tradizione cristiana della celebrazione della nascita di Cristo il 25 dicembre, ad esempio, ricorda da vicino le celebrazioni e le credenze di culti antecedenti. La divinità Tammuz babilonese, giusto per aver un riferimento, condivide molti elementi con la figura di Gesù, come ad esempio la risurrezione dopo tre giorni dalla morte. In Egitto, invece, negli ultimi giorni di dicembre era consuetudine celebrare la nascita di Horus, il dio del Sole. I greci, invece, associavano a questo peculiare momento per la terra alla figura di Dioniso.

Per comprendere la mitologia relativa al solstizio della stagione fredda, tuttavia, bisogna addentrarsi all’interno della cultura e della tradizione delle popolazioni nordeuropee, dove questo cambio di stagione è molto sentito. Non solo perché più si avvicina al Circolo Polare Artico maggiore è l’assenza di luce nei giorni invernali, ma anche e soprattutto per il culto di Freya. Dea dell’amore, Freya aveva due figli: Baldr e Loki. Poiché Baldr risultava ammirato da tutti, Loki sviluppò una forte gelosia, tale da spingere ad uccidere il fratello. La madre, trovato il figlio esanime, cominciò a piangere: le lacrime, toccato il terreno, fecero crescere dei rametti di vischio, le cui bacche permisero a Baldr di tornare in vita. Per manifestare la sua gioia, Freya regalo a tutti gli umani dei romantici baci. Come facile comprendere, è proprio da questa leggenda che nasce l’usanza di baciarsi sotto il vischio nel periodo delle feste di fine anno.

Andando più a ritroso, sia le popolazioni Maya che quelle azteche avevano approfondito lo studio degli altri, predisponendo grandi celebrazioni sia per il solstizio invernale che per quello estivo.

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