Sole, in arrivo il minimo solare: gli effetti sulla Terra

Sole, in arrivo il minimo solare: gli effetti sulla Terra

Previsto nel 2020 il minimo solare, gli effetti previsti sulla Terra per questa fase del ciclo del Sole.

Il 2020 sarà l’anno del minimo solare. Si tratta di una particolare fase del ciclo del Sole, con possibili ripercussioni anche per la Terra. Il mondo scientifico sta guardando con apprensione alla stella che illumina e riscalda la superficie terrestre, proprio in relazione ai possibili effetti “a distanza”.

In quanto parte del ciclo del Sole, il minimo solare non sarà un evento inatteso per gli astronomi e i climatologi di tutto il mondo. Quello che preoccupa gli scienziati è l’intensità di tale fenomeno, che non veniva raggiunta ormai da diversi secoli.

Minimo solare e ciclo del Sole: cosa sono

Il ciclo di attività del Sole ha una durata compresa tra i 9 e i 14 anni. La fase in cui si trova è determinata dagli scienziati in funzione del numero di macchie solari osservabili: per esempio, quando questo valore è elevato la stella si avvicina al suo “massimo”. A questo proposito l’ultimo “massimo solare” si è verificato tra il 2013 e il 2014 ed è stato giudicato il più debole mai registrato.

Secondo gli scienziati il Sole si trova al momento in un periodo di attività minima, con una quasi totale assenza di macchie solari. Queste ultime sono aree superficiali, all’apparenza scure, dove si verifica un’intensa attività magnetica. Da qui a poco partirà un nuovo ciclo, il 25esimo dall’inizio delle misurazioni scientifiche (avviate nel 1838).

Minimo solare: effetti sulla Terra

Uno dei primi effetti del minimo solare sarà la minore frequenza e intensità delle aurore. Secondo l’astronomo Tony Philips l’indebolimento dell’attività magnetica del Sole permetterà ai raggi cosmici di penetrare la galassia. Minacciata la salute degli astronauti nello spazio. Sulla Terra potrebbe contribuire a generare un maggior numero di fulmini.

Sul fronte climatico il minimo solare dovrebbe portare, per la sua durata, al raffreddamento delle temperature globali. Circa 2 gradi in meno, spiega la NASA, sottolineando come tale effetto dovrebbe in sostanza compensare provvisoriamente il riscaldamento di origine antropica.

Molto dipenderà in questo caso anche dalla durata e dall’intensità del fenomeno: tra il 1790 e il 1830 si verificò il “Minimo di Dalton“, dallo scienziato che lo identificò (John Dalton): l’effetto portò a un raffreddamento tale da spingere a ribattezzare il 1816 “l’anno senza estate”.

Fonte: The Independent

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