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Solare termico: frenata in Italia e Europa, crescita in Germania

Solare termico: frenata in Italia e Europa, crescita in Germania

Il solare termico è ancora in attesa nel boom. Nel frattempo le installazioni crollano in molti Paesi europei ad eccezione della Germania.

La Europea Solar Thermal Industry Federation (ESTIF), ha da poco rilasciato le statistiche di mercato relative al 2011 sul solare termico di piccola e grande dimensione. I numeri europei descrivono un settore in una situazione più o meno stagnante, ancora in attesa di un vero boom paragonabile a quello del fotovoltaico. A livello continentale nel 2011 sono stati installati circa 2,6 GW termici, dato simile al 2010.

I dati a livello di singolo Paese, però, sono molto diversi tra loro. Mentre la Germania resta leader a livello europeo anche per il solare termico, e la Polonia mostra buoni trend di crescita, Italia, Spagna e Portogallo tornano indietro. La Grecia, nonostante la crisi, mostra una leggera crescita.

Il solare termico tedesco è quello che è andato meglio nel 2011, con un +11%. L’anno scorso, infatti, i cittadini tedeschi hanno scelto di investire ancora in risparmio energetico e rinnovabili. Ciò è dovuto in parte al fatto che, già l’anno scorso, erano stati annunciati tagli agli incentivi per inizio 2012. E ciò ha portato ad una corsa alle installazioni a fine 2011.

L’Italia al contrario, dopo una crescita impetuosa tra il 2005 e il 2008, si è fermata letteralmente. Per l’ESTIF la parola che spiega tutto è “imprevedibilità”:

Imprevedibilità è probabilmente la parola chiave: sul ribasso delle detrazioni del 55%, sull’annuncio di una tariffa incentivante per il calore, sul futuro economico

Tra l’altro l’ESTIF nota come le detrazioni del 55% non siano molto attrattive, perché devono essere ammortizzate su un periodo troppo lungo. C’è poi il problema che l’installazione del solare termico è sempre più difficile sugli edifici storici a causa della burocrazia. Il risultato di tutto ciò è che il solare termico in Italia è sceso (come installazioni) del 15% nel 2011 raggiungendo solo 290 MW di nuovi impianti.

In confronto, la Spagna è andata anche peggio: contrazione del 20%, installato di soli 187 Mw termici. In questo caso il dato è dovuto anche alla pesante crisi dell’edilizia spagnola e al taglio degli incentivi statali.

Fonti: QualEnergia, ESTIF

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