Soia: il 30% di quella seminata non è controllata

Soia: il 30% di quella seminata non è controllata

Fonte immagine: Pixabay

La ricerca di Assosementi mostra che la produzione di soia in Italia non è ancora completamente certificata, come chiedono i consumatori.

Il 91% degli italiani da molta importanza alla tracciabilità dei prodotti nel settore agroalimentare e l’83% indaga abitualmente sull’origine. La richiesta che arriva dai consumatori, messa in luce dall’indagine condotta da Pepe Research per Assosementi (Associazione Italiana Sementi), lancia un messaggio chiaro: gli italiani vogliono conoscere la provenienza a partire dal seme.

La tracciabilità tradita: il caso della soia“, questo il titolo della ricerca effettuata su un campione di 800 persone, mette in mostra però diverse lacune del settore, dove non sempre viene garantita la trasparenza della filiera. È il caso della soia, consumata da un terzo degli italiani, dove il 30% di quella seminata sfugge ai controlli.

Paolo Marchesini, Presidente Sezione colture industriali di Assosementi, ha dichiarato:

L’Italia è il primo produttore di soia a livello UE, ma le produzioni sono minacciate dall’uso crescente di sementi non certificate e di origine incerta. Se il 30% del prodotto non è tracciato e si mischia con la soia regolarmente certificata a risentirne sono le eccellenze agroalimentari delle quali il nostro Paese ha saputo fare un marchio di qualità e distinzione nel mondo.

Se da un lato emerge la volontà dei cittadini di informarsi, dall’altro però le persone denunciano una mancanza di comunicazione da parte delle aziende produttrici. Nove italiani su dieci, infatti, ritengono che gli strumenti messi a  disposizione dei consumatori siano poco chiari.

Secondo l’indagine, a consumare maggiormente la soia sono giovani italiani tra i 18 e i 34 anni (in maggioranza ragazze), il 22% di loro pensa che aumenterà nel corso degli anni la richiesta mentre un’alta percentuale, parliamo del 97%, sa bene che il vegetale viene utilizzato anche per sfamare gli allevamenti animali.

La soia in Italia

Nel 2018 le superfici coltivate a soia lungo tutto lo Stivale erano pari a 326 mila e 500 ettari, in aumento dell’1,22% rispetto al 2017, e le tonnellate prodotte toccavano quota 1 milione e 130 mila.

La produzione è concentrata soprattutto del Nord Est italiano, per il 78% di quella totale, e nel Nord Ovest, dove in pratica si coltiva la parte restante. Il Sud Italia presenta numeri davvero esigui.

Nel periodo 2017-2018 l’Italia è stata la quarta nazione europea per importazione di soia, pari al 9% del totale importato nell’Unione. I prezzi italiani hanno, infine, mantenuto la stessa oscillazione di quegli esteri: i valori medi del biennio si sono mantenuti su una cifra attorno ai 380 euro per tonnellata, mentre all’inizio di quest’anno la soia veniva quotata sui 350 euro a tonnellata.

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