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Smog e respirazione: danni dopo una settimana nelle città più a rischio

Smog e respirazione: danni dopo una settimana nelle città più a rischio

Fonte immagine: Pixabay

Sono sufficienti sette giorni in città inquinate come Nuova Delhi, Pechino o Milano per veder diminuire fortemente le proprie capacità respiratorie.

È sufficiente una sola settimana di vacanza in una città estremamente inquinata come Nuova Delhi, Pechino e Milano per vedere le proprie capacità respiratorie diminuire drasticamente.

Lo rivela un nuovo studio della New York University School of Medicine, che ha scoperto come adulti giovani e in buona salute che viaggiano a livello internazionale possono sperimentare tosse e difficoltà respiratorie al ritorno a casa da viaggi in città piene di smog. Come ha spiegato Terry Gordon, professore nel dipartimento di Medicina ambientale e tra gli autori dello studio:

Avevamo diversi rapporti secondo cui i turisti si sentivano male quando visitavano città inquinate. Quindi è diventato importante per noi capire cosa stava realmente accadendo alla loro salute.

Il team ha preso quindi in esame 34 adulti, uomini e donne, di età compresa tra i 18 e i 29 anni e in partenza da New York per diverse destinazioni. Nessuno di loro presentava problemi respiratori preesistenti e a ciascuno i ricercatori avevano insegnato a misurare autonomamente la capacità polmonare e la frequenza cardiaca.

Quindi gli scienziati hanno classificato le città di destinazione, distinguendole a seconda del livello di smog, inteso come particolato atmosferico, presente: “altamente inquinate” quelle con più di 100 microgrammi di particelle per metro cubo (come Nuova Delhi in India, Xian in Cina, Rawalpindi in Pakistan); “fortemente inquinate”, ma solo in alcuni periodi dell’anno (come Pechino, Shangai, Milano); “moderatamente inquinate”, con un particolato tra i 35 e i 100 microgrammi per metro cubo; “poco inquinate”, con soglie più basse.

Dai risultati è emerso che nelle persone che avevano visitato città inquinate la funzionalità polmonare si era ridotta in media del 6%, con picchi fino al 20%, e si verificavano alcuni sintomi respiratori come tosse e difficoltà a respirare. Chi aveva visitato città meno inquinate, invece, aveva riportato sintomi più leggeri.

Sebbene i partecipanti si fossero poi ripresi dalle patologie, il team ritiene che siano necessarie ulteriori ricerche di follow-up per studiare i potenziali effetti a lungo termine, l’impatto dovuto a soggiorni più lunghi e gli effetti dannosi dell’inquinamento sui soggetti più vulnerabili come gli anziani o gli asmatici. Il tutto nell’ottica di ridurre rapidamente i livelli di inquinamento atmosferico, perché il numero di turisti che viaggiano all’estero raggiungerà 1,8 miliardi entro il 2030.

Per ora, concludono i ricercatori, i viaggiatori internazionali che visitano città molto inquinate dovrebbero ricorrere ad alcune misure preventive, come indossare mascherine adeguate o, addirittura, evitare di viaggiare durante determinati mesi.

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