Smog a Torino ancora elevato: blocco traffico di 13 ore al giorno

Smog a Torino ancora elevato: blocco traffico di 13 ore al giorno

Fonte immagine: Wikipedia

Smog ancora alle stelle a Torino, dove dopo il 20esimo giorno consecutivo di sforamento scatta il blocco traffico per 13 ore al giorno.

Resta alta l’allerta a Torino per quanto i livelli di smog. Nel capoluogo piemontese si è registrato ieri il 20esimo giorno consecutivo di sforamento dei limiti previsti per le polveri sottili. Da domani scatteranno quindi i provvedimenti più severi in termini di blocco traffico. Non senza accese polemiche, con forti critiche da parte di chi ritiene inutili tali disposizioni.

A Torino lo smog ha raggiunto livelli quasi doppi rispetto ai limiti di legge, con i valori di polveri sottili che tra ieri e oggi sono risultati compresi tra i 75 e i 100 microgrammi per metro cubo (limite UE fissato a 50 microgrammi/metrocubo). Per domani sono attesi tra 50 e 75 microgrammi, tanto da prolungare ulteriormente lo stato di allerta massima relativo all’inquinamento atmosferico.

Come stabilito dal Comune di Torino, nel capoluogo piemontese blocco traffico totale per le vetture diesel (fino alla classe Euro 5) dalle 7 alle 20. Uno stop della durata di 13 ore che tuttavia lascerà molti dei veicoli alimentati a benzina (vietati soltanto quello Euro 0 e 1) liberi di circolare. Qui si innescano le prime polemiche, che ritengono il provvedimento inutilmente penalizzante per determinati automobilisti. A tal punto ha risposto l’assessore all’Ambiente Alberto Unia, che ha dichiarato:

Siamo consapevoli che questo servizio potrà limitare la risospensione delle polveri sottili in misura assai ridotta, come già riscontrato in precedenti sperimentazioni, ma ogni azione volta alla riduzione delle polveri è comunque utile.

Critiche anche verso la decisione di lavare le strade per abbattere i livelli di inquinamento atmosferico da polveri sottili. Secondo quanto concluso da uno studio del 2016, voluto dall’allora sindaco Piero Fassino, tale pratica non otterrebbe risultati apprezzabili nella lotta allo smog. Secondo l’Arpa nella più rosea delle aspettative verrebbe intaccata una percentuale minima di quelle PM10 già depositate a terra, sulle particelle più spesse e pesanti.

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