Siti contaminati, in Italia 57 da bonificare subito

Siti contaminati, in Italia 57 da bonificare subito

Greenpeace ha presentato un rapporto sui Siti di Interesse Nazionale, ovvero le aree gravemente inquinate: nessuna regione è esente e il rischio per la salute è alto

In Italia ci sono ancora 57 aree fortemente inquinate in attesa di una bonifica urgente. L’allarme arriva da Greenpeace, che ha presentato a Milano il rapporto “SIN Italy: la bonifica dei Siti di Interesse Nazionale”, denunciando la presenza di decine di aree contaminate molto pericolose per la salute pubblica e l’ambiente. Una cifra che, tra l’altro, rappresenta solo la punta dell’iceberg, dal momento che solo le aree più pericolose vengono classificate come “Siti d’Interesse Nazionale” (SIN).

Le zone più a rischio, comunque, coprono circa il 3% del territorio nazionale: 1.800 chilometri quadrati di aree marine, lagunari e lacustri (il doppio della Laguna di Venezia e del Lago di Garda messi insieme) e 5.500 chilometri quadrati di aree terrestri (per estensione più della somma delle province di Milano, Pavia e Lodi). I Comuni interessati sono oltre 300, e il rischio riguarda circa 9 milioni di abitanti.

In queste aree, infatti l’inquinamento a carico delle acque e del suolo è talmente elevato da rappresentare una minaccia concreta per chi risiede nelle vicinanze. I dati contenuti nel rapporto di Greenpeace sono allarmanti: secondo uno studio epidemiologico condotto da esperti dell’Istituto Superiore della Sanità, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Università La Sapienza di Roma, tra le zone a maggior rischio tumore del nostro Paese ci sono proprio 44 SIN, nelle cui vicinanze la mortalità è superiore alla media nazionale.

Nel dettaglio, il rapporto specifica che i SIN sono per lo più zone industriali (attive o dismesse), porti, ex miniere, cave e discariche non a norma. Quanto alla distribuzione geografica, purtroppo nessuna regione è esente. Il triste primato, comunque, spetta alla Lombardia con ben 7 aree gravemente contaminate, seguita dalla Campania con 6, Piemonte e Toscana con 5, Puglia e Sicilia con 4.

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