Sigarette elettroniche: benefici superiori ai danni?

Sigarette elettroniche: benefici superiori ai danni?

Un nuovo studio condotto nel Regno Unito indica le sigarette elettroniche come più benefiche che dannose. Il dibattito e la regolamentazione in Italia.

Il dibattito su danni e benefici delle sigarette elettroniche si arricchisce di un nuovo capitolo. Arriva dal Regno Unito un nuovo studio che indica nelle e-cig delle possibili alternative utili a migliorare la vita dei fumatori allontanandoli dalle normali sigarette.

Sigarette elettroniche dai benefici superiori ai danni secondo i ricercatori della Queen Mary University of London (QMUL), il cui studio è stato in questi giorni pubblicato sulla rivista Addiction. Ad essere stati analizzati non soltanto i contenuti delle ricariche, ma anche le abitudini di consumo e la sicurezza dei dispositivi.

Stando ai risultati presentati dal Prof. Peter Hajek, le sigarette elettroniche non risulterebbero del tutto innocue per gli “svapatori”, ma rappresenterebbero tuttavia il male minore a cui sarebbe opportuno volgere in caso di incapacità di smettere di fumare.

Malgrado restano ancora da valutarne i pericoli per la salute nel lungo periodo, lo studio avrebbe dimostrato, conclude il Prof. Hajek, una netta differenza tra le normali sigarette e le e-cig:

L’evidenza attuale è chiara: le sigarette elettroniche dovrebbero essere autorizzate a competere sul mercato con le sigarette convenzionali. Gli operatori sanitari possono consigliare i fumatori che non sono disposti a cessare con l’uso delle nicotina di passare alle e-cig.

I fumatori che con i trattamenti attuali non sono riusciti a smettere possono anche trarre beneficio dal passaggio alle sigarette elettroniche.

Electronic cigarette
Electronic cigarette | Shutterstock

Dibattito in Italia e regolamentazione

Il dibattito in Italia si conferma, come negli USA, più che mai acceso. I punti principali attorno ai quali ruota il contendere sono l’utilizzo nei luoghi pubblici e la possibilità di promuovere i prodotti da “svapo” attraverso campagne pubblicitarie.

Al momento risultano in sostanza equiparate alle normali sigarette, quindi con relativo divieto di svapo nei luoghi pubblici e di promozione pubblicitaria. Questo nonostante un passo in direzione opposta fosse stato mosso lo scorso novembre, alleggerimento normativo subito rientrato a dicembre.

Stretta normativa che ha provocato un rapido irrigidimento del mercato e la chiusura di un elevato numero di esercizi commerciali dedicati, in esclusiva, al mondo delle sigarette elettroniche. Un panorama che si è riaffacciato appena pochi giorni fa alla notorietà in seguito alla presentazione di quella che potrebbe in un certo senso essere definita la “e-cig 2.0”.

La nuova sigaretta elettronica proposta dalla Philip Morris è attesa per il 2015, ma non ha mancato di scatenare forti polemiche in merito, ancora una volta, all’approccio normativo ipotizzato dal governo. Un dibattito che ha visto protagonisti, più degli avversari delle e-cig, i produttori del primo modello di apparecchio elettronico per lo svapo.

Motivandone la decisione in virtù della mancata “combustione” del liquido, in quanto soltanto “riscaldato”, l’ipotesi avanzata è stata di consentirne l’uso nei luoghi pubblici alleggerendo la stretta anche sul fronte pubblicitario. Un piano risultato molto sgradito ai precedenti produttori, gravati da mesi di normative stringenti per il settore.

Una decisione criticata anche dal Dr. Riccardo Polosa, direttore del centro di prevenzione e cura del tabagismo presso l’Università di Catania:

I prodotti da fumo diventano da inalazione? Tutto questo è ridicolo. Al pari del fumo presente nella combustione va ricordato che anche in seguito a fenomeni chimici non combustibili si liberano fumi.

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