Sigarette elettroniche: vietate in luoghi pubblici e scuole

Sigarette elettroniche: vietate in luoghi pubblici e scuole

Norme più restrittive in arrivo per le sigarette elettroniche. Secondo il parere del Consiglio Superiore di Sanità stop all'uso nei luoghi pubblici.

Presto nuove restrizioni per l’utilizzo delle sigarette elettroniche. Il parere del Consiglio Superiore di Sanità è chiaro: sono del tutto equiparabili alle normali sigarette e come tali dovrebbero sottostare alle stesse regole. L’orientamento espresso è quindi quello del divieto d’utilizzo negli spazi pubblici e nelle scuole, così come in tutti gli condivisi all’interno dei quali vigono le norme anti fumo. Limiti in arrivo anche per quanto riguarda la pubblicità.

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Sigarette che registrano il parere negativo dal parte del CSS per quanto riguarda la presunta appartenenza delle e-cig ai dosatori medicinali di nicotina. Secondo quanto riferito non sussisterebbero al momento le prove necessarie per avvalorare questa ipotesi. Le decisioni del Consiglio verranno a questo punto trasmesse al Ministero della Salute, dove dovrebbero essere rese operative e quindi vincolanti per la popolazione.

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La strada tracciata dal Consiglio Superiore di Sanità prevede, sulla scia delle iniziative intraprese dal Ministero degli Affari Sociali e della Salute pubblica francese, alcuni punti di particolare interesse:

  • Rendere definitivo il divieto di vendita ai minori di 18 anni delle ricariche per e-cig contenenti nicotina;
  • Istituzione di un osservatorio permanente sulle sigarette elettroniche;
  • Disposizioni specifiche per l’etichettatura e le informazioni da fornire al cittadino e contenute sia nelle sigarette elettroniche che nelle relative ricariche;
  • Vietarne l’utilizzo nelle scuole;
  • Regolamentazione più stringente per quanto riguarda la pubblicità delle e-cig;
  • Ricariche con chiusura di sicurezza per evitare l’apertura accidentale da parte dei bambini;
  • Campagna per pubblicizzare l’inopportunità dell’utilizzo di sigarette elettroniche da parte dei più giovani e delle donne in gravidanza.

La decisione se applicare o meno quanto indicato dal CSS passa ora al Ministero della Salute diretto da Beatrice Lorenzin, le cui precedenti dichiarazioni lascerebbero presagire però a una piena sottoscrizione. Qualora tutto questo venisse confermato, compreso l’orientamento “alla francese” della normativa italiana, si aprirebbe anche alla possibilità di estendere in futuro, in tutto e per tutto, i divieti previsti per le normali sigarette. A quel punto non soltanto gli “svapatori” non potrebbero più fumare in luoghi pubblici come pub, caffè e cinema, ma le e-cig diventerebbero vietate per i minori di 16 anni e non potrebbero più essere pubblicizzate.

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