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Sigarette 18 euro al pacchetto: iniziative anti-fumo, proposta shock

Sigarette 18 euro al pacchetto: iniziative anti-fumo, proposta shock

Fonte immagine: sipa

Dal presidente dell'Agenzia Nazionale per la Prevenzione, arriva l'appello ad aumentare il prezzo delle sigarette fino a 18 euro come in Nuova Zelanda.

La soluzione per risolvere il problema che il fumo crea a livello di salute e di società ogni anno sembra semplice: aumentare moltissimo il prezzo al pacchetto delle controverse bionde. La Nuova Zelanda l’ha appena fatto, decidendo di aumentare il prezzo a 18 euro. Questo nell’ambito del programma mondiale “Tobacco Endgame”, con il quale vuole arrivare entro il 2025 ad eliminare completamente questo vizio tra gli abitanti del Paese. Dal presidente dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione Giacomo Mangiaracina arriva un appello a fare lo stesso in Italia.

Mangiaracina ha scritto una lettera indirizzata ai medici oncologi dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, facendo riferimento proprio alle sagge scelte della Nuova Zelanda e accusando entrambi di non fare abbastanza per affrontare uno dei problemi urgenti, a livello sanitario, del nostro Paese, che comporta anche un ingente impiego di risorse per fronteggiare le patologie da esso create. Ai medici dell’AIOM si è rivolto così:

Cari colleghi oncologi dell’AIOM, a più riprese leggiamo sui media del vostro accorato e reiterato appello per la costituzione di un fondo nazionale per la cura dei tumori, con l’incremento di un centesimo sul costo dei prodotti del tabacco.

È proprio il Fumo (con la F maiuscola) che vi porta tanto, ma proprio tanto, lavoro, e voi chiedete al ministro e al Governo di mantenere inalterato il parco-fumatori italiano? Create piuttosto alleanze virtuose perché questo olocausto dorato cessi o si riduca.

Le nuove norme anti-fumo entrate in vigore dal 2 febbraio 2016 grazie all’approvazione della legge n. 221 del 28 dicembre 2015, a Mangiaracina sembrano dei palliativi, non sufficienti a raggiungere lo scopo.

Eppure si parla di divieto di fumare all’interno di autovetture in presenza di bambini e soggetti a rischio come donne incinte; stesso divieto anche in alcuni luoghi pubblici, come strutture sanitarie e università; vengono regolamentati i prodotti senza fumo e le sigarette di nuova generazione; si impone l’obbligo di allegare ad ogni pacchetto, immagini esplicative dei danni che può causare il fumo; vengono vietati i pacchetti da 10 sigarette, le aromatizzazioni al mentolo e alla vaniglia e la vendita di tabacco sfuso oltre i 30 grammi.

Ciò nonostante le parole di Giacomo Mangiaracina nei confronti del ministro Lorenzin non sono state certo lusinghiere:

Al ministro della salute Lorenzin dico solo di attenersi ad una delle misure fondamentali nelle strategie di controllo del tabacco a livello mondiale, quella di incrementare in misura consistente il prezzo di sigarette e trinciati. L’incremento di pochi centesimi, di tanto in tanto, è proprio ciò che tutti i governi italiani hanno fatto da sempre, per non destabilizzare il “parco fumatori” d’Italia e incamerare 13 miliardi di euro ogni anno, spendendone poi 8 per i danni all’economia, all’individuo e alla società causati dalla piaga del tabacco.

L’unica soluzione possibile sarebbe quindi raggiungere un prezzo tale per il pacchetto di sigarette, da renderlo un bene accessibile solo per un numero davvero ridotto di persone, come dire “vediamo se svuotando il portafoglio si è più incentivati a combattere il vizio”, a tutto vantaggio della propria salute, della sanità italiana e di un’economia “sana” del Paese.

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