La sigaretta elettronica incentiva il fumo tra i giovani

La sigaretta elettronica incentiva il fumo tra i giovani

La sigaretta elettronica spingerebbe i giovani al tabagismo, al contrario di quel che accade negli adulti: i risultati di una ricerca condotta in Corea.

Si torna a parlare di sigaretta elettronica, un dispositivo da mesi al centro di una lunga serie di fitte polemiche, tra sostenitori entusiasti e detrattori preoccupati. Questa volta però non si parla della sua non ancora certa pericolosità, né tantomeno dei provvedimenti legislativi presi per controllarne il ricorso. Si vola invece in Corea del Sud, dove uno studio ha svelato come la ecig funga da traino per il tabagismo degli adolescenti.

Pubblicato sul Journal Of Adolescent Health e condotto da Stan Glantz, direttore del Center for Tobacco Control Research and Education all’Università della California, lo studio ha indagato le abitudini di 76.000 giovani sudcoreani, nazione dove la sigaretta elettronica ha un elevatissimo tasso di diffusione tra il pubblico. E il risultato è allarmante: la ecig spinge i ragazzi a diventare di giorno in giorno sempre più incalliti, anche in compagnia delle “analogiche” bionde.

A differenza degli adulti, dove in alcuni casi la sigaretta elettronica risulta essere un valido aiuto per smettere di fumare definitivamente, per gli adolescenti è fonte di esaltazione ed entusiasmo. Questo perché i dispositivi sono ampiamente pubblicizzati e spesso presentati al limite del softcore, tanto che il ragazzino ne rimane impigliato nella trappola. Così spiega Glatz, sulla base dell’analisi del campione tra abitudini e trasgressione:

Le sigarette elettroniche sono presentate in ogni fragranza, con immagini che rimandano al sesso e all’indipendenza. Vengono vendute anche con la pretesa possano aiutare a smettere di fumare e, infatti, i ragazzi che stanno tentando di smettere sono più inclini a usare una ecig. In realtà, i due fumatori hanno più o meno la stessa probabilità di smettere.

La trasgressione – e forse il linguaggio televisivo non proprio edificante di alcuni spot – spingono il giovane a vedere nella sigaretta elettronica un must irrinunciabile. E nonostante i rischi sulla salute siano sostanzialmente ridotti rispetto a una bionda tradizionale, permane la nicotina e l’effetto di severa dipendenza che ne potrebbe derivare.

Abbiamo lo stesso tipo di far west pubblicitario che si è verificato ai tempi delle sigarette classiche. E i ragazzi stanno chiaramente rispondendo, tanto che il ricorso negli USA e in Corea sta crescendo davvero rapidamente.

Sono circa 1,7 milioni gli studenti oramai abituati alla sigaretta elettronica, perché considerata sicura e del tutto innocua. Ma di fronte ai risultati di questa ricerca, è molto probabile che si riapra il dibattito su ecig e minori: è tempo di rivedere al rialzo i divieti?

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