Shale gas: non conviene agli Stati Uniti secondo geologi

Shale gas: non conviene agli Stati Uniti secondo geologi

Un nuovo studio USA mette in dubbio la convenienza economica dell'estrazione del gas di scisto: nonostante i maggiori investimenti la produzione non cresce.

Lo shale gas non è una strada conveniente, almeno per l’economia USA. Lo sostiene, in controtendenza con altri studi precedenti, un gruppo di scienziati che si è riunito nei giorni scorsi in occasione del meeting annuale della Geological Society of America.

Secondo gli esperti, l’estrazione di gas di scisto e di petrolio (tight oil) ottenuti dalla frantumazione di rocce profonde non può essere considerata nel lungo periodo una tecnologia sostenibile per la produzione di energia. Quanto alla possibilità per gli Stati Uniti di diventare in questo modo un esportatore netto di petrolio, manco a parlarne.

Tra i sostenitori di questa tesi c’è anche Charles AS Hall, professore emerito presso l’Università di Scienze Ambientali e Forestali dell’Università di Stato di New York, Syracuse. Le sue ricerche, in particolare, hanno riguardato la quantità di energia necessaria per le operazioni di estrazione e, in generale, il ritorno economico assicurato dalle diverse tecnologie.

In base alle analisi condotte su due campi di estrazione di shale gas e di petrolio nel Montana e nel Nord Dakota, Hall ha concluso che, nonostante gli investimenti per la ricerca e l’estrazione siano triplicati negli ultimi dieci anni, la produzione è rimasta invariata, oppure è addirittura diminuita.

La tendenza al ribasso dei prezzi di vendita dei combustibili, infine, toglierebbe ogni dubbio residuo sulla convenienza a lungo termine del fracking.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Vaillant sempre più rinnovabile: intervista a Gherardo Magri