Shale gas in Cina: riserve idriche a rischio con il fracking

Shale gas in Cina: riserve idriche a rischio con il fracking

La Cina è pronta a investire sul fracking e l'estrazione di shale gas, mettendo a rischio le risorse idriche naturali del Paese.

La Cina, sempre più assetata di energia, è pronta a lanciarsi anche nel settore del gas di scisto. Stime recenti parlando di qualcosa come 25.08 bilioni di metro-cubi di gas a disposizione all’interno del solo territorio cinese. A dirlo, sono fonti ministeriali, che sembrano lanciare il via a un’intensa stagione di fracking.

Eppure, la situazione potrebbe rivelarsi più complessa del previsto. Gran parte di questo gas, infatti, sarebbe situato presso le non abbondantissime riserve di acqua del Paese.

Non solo, la fratturazione idraulica e l’estrazione dello shale gas, oltre a mettere a rischio contaminazione le riserve, pretende un uso larghissimo di risorse idriche.

La combinazione di questi due fattori, insieme alla già citata generale scarsità di acqua nel territorio cinese ha provocato qualche perplessità negli esperti di settore. Quanto è sostenibile la corsa al gas voluta dal Governo?

In questo senso Lin Boqiang, esperto del settore energetico dell’Università di Xiamen, si chiede quanto siano effettivamente ben calcolate le stime quantitative sul gas di scisto suddette:

Credo che le stime non siano realistiche, perché come si può svilupparle in mancanza di acqua?

La tematica diventa allora metaforica della situazione complessiva in Cina. Un grande Paese che corre verso uno sviluppo incredibile, con potenzialità territoriali impressionanti, ma i cui piedi poggiano sempre e comunque sul fragile terreno degli ecosistemi naturali. Una crescita miope e non sostenibile potrebbe portare a contraddizioni difficilmente sanabili post factum.

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