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Sequestrate 32mila uova dai NAS: galline maltrattate, 9 aziende chiuse

Sequestrate 32mila uova dai NAS: galline maltrattate, 9 aziende chiuse

Fonte immagine: Photo by DDP on Unsplash

Una maxi operazione dei NAS ha portato al sequestro di oltre 32mila uova e più di 4mila galline ovaiole: sette i soggetti deferiti alle autorità.

È di oltre 32mila uova sequestrate e 9 aziende chiuse il bilancio dell’ultima operazione svolta dai NAS. Gli agenti dei Nuclei AntiSofisticazioni sono intervenuti riscontrando non soltanto la mancanza di tracciabilità e di stampigliature corrette sui prodotti alimentari, ma anche il maltrattamento della galline ovaiole, tenute in spazi sopraelevati recintati da reti metalliche.

Il rapporto dei NAS riferisce anche di mangimi in cattivo stato di conservazione, con i quali sarebbero stati nutriti gli animali. Violazioni che nel complesso hanno portato al sequestro della merce, oltre a quello di 4.600 galline ovaiole e di 30 tonnellate di mangimi. In totale un valore commerciale stimato in 185mila euro.

A fronte di maltrattamento animali, uova sprovviste di traccibilità o con “stampigliature fuorvianti”, conservate in luoghi non idonei e in cattive condizioni (a volte anche abusivi), nove sono risultate le aziende impegnate nei comprarti allevamento, lavorazione e logistica sottoposte a chiusura o sospensione dell’attività. Imprese il cui valore economico totale supera i 2 milioni di euro.

A oltre 130mila euro ammontano invece le sanzioni comminate dagli agenti dei NAS, relative a 101 violazioni amministrative e penali contestate. Sette i soggetti deferiti alle autorità giudiziarie, su di loro pendono le accuse di maltrattamento di animali e frode in commercio. Gli accertamenti rientrano nel più generale piano di controllo serrato stabilito dal Ministero della Salute in seguito allo scandalo delle uova, provenienti da Belgio e Olanda, contaminate dal fipronil (un insetticida).

Di inizio ottobre una precedente maxi operazione dei NAS, che oltre a 18mila uova hanno sequestrato 6 quintali tra carne e pesce. Questi ultimi sono risultati in cattivo stato di conservazione e infestati da contaminanti e parassiti. Gli agenti sono intervenuti in diverse città italiane, sequestrando le carni a Napoli e le uova tra Torino e Viterbo.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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