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Selfie rischiosi con gli animali, trend in crescita: ecco perché

Selfie rischiosi con gli animali, trend in crescita: ecco perché

Fonte immagine: valentinrussanov via iStock

Il trend dei selfie pericolosi con gli animali è in crescita, con effetti anche letali: ecco le ragioni che portano ad assumere comportamenti rischiosi.

Sempre più persone si lanciano in comportamenti pericolosi, a volte anche letali, pur di scattare un selfie con gli animali. L’ultimo caso è avvenuto qualche giorno fa presso il Wildlife World Zoo di Phoenix, in Arizona, dove una donna ha cercato di scavalcare le recinzioni dell’area giaguari pur di scattare una fotografia con un esemplare. Considerando come i casi siano ormai di diverse decine ogni anno, gli esperti del National Geographic hanno voluto indagare le ragioni alla base di azioni tanto insensate da parte di persone armate di smartphone.

Come già accennato, i casi di selfie letali non mancano. Qualche anno fa un parco naturale statunitense ha dovuto chiudere un’intera area al pubblico, poiché i visitatori disturbavano gli orsi con smartphone e videocamere, rischiando la vita. Nel 2018, invece, un uomo indiano è stato ucciso dopo essere entrato nel recinto dei leoni, mentre in Cina un turista ha perso la vita dopo un confronto diretto con un tricheco. Secondo Susan Clayton, docente di Psicologia presso il College of Wooster in Ohio, non sono soltanto i trend social a spingere molte persone al pericolo. Molto, infatti, dipenderebbe dalla percezione attuale degli animali: poiché sempre più rari da ammirare in contesti urbani, vengono percepiti come “poco reali”. Di conseguenza, si tende a interrompere l’innata associazione mentale tra le caratteristiche effettive dell’animale e il pericolo. Ancora, molti vivono una sorta di “divorzio” dal Regno Animale e, quando incontrano un esemplare, faticano a identificarlo come essere senziente.

Una responsabilità specifica deriverebbe dai media generalisti, poiché soliti a rappresentare gli animali in modo assai diverso rispetto alla loro vera natura. E il problema non sono cartoni animati o telefilm, dove questi esemplari vengono umanizzati e trasformati in personaggi parlanti, poiché psicologicamente il pubblico né riconosce l’elemento di fantasia. La causa sono invece quei programmi a metà strada tra un reality e un documentario, dove animali veri vengono mostrati in modo fuorviante. Uno show molto diffuso negli USA, con protagonista un uomo in grado di interagire con dei mansueti leoni, avrebbe ad esempio modificato nel pubblico la percezione sulla pericolosità di questi felini.

Ancora, è il desiderio di essere sempre rilevanti, apprezzati e al centro dell’attenzione a spingere i turisti in comportamenti letali. È quel che suggerisce Erin Vogel, ricercatrice per il dipartimento di psicologia dell’Università della California, nel parlare del cosiddetto “impulso ai selfie”. Poiché l’universo dei social network impone di mostrare sempre una versione migliore di se stessi, sempre più utenti si spingono sempre più in là – oltrepassando l’umano buonsenso – pur di sventolare digitalmente uno scatto originale.

Fonte: National Geographic

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