Selfie e foto in bikini a Chernobyl: è polemica

Selfie e foto in bikini a Chernobyl: è polemica

Dopo il successo della serie televisiva, decine di modelle e influencer hanno pubblicato su Instagram foto in bikini nei pressi della centrale nucleare.

Due foto in mutande, a fare da sfondo un muro scrostato dalle radiazioni. Una procace modella in bikini, a dondolarsi sognante su un’altalena oramai deteriorata dall’abbandono e dalle contaminazioni di decenni, un tempo protagonista solo per i tanti bambini della zona. Viene da pensare a quanti di loro abbiano fatto in tempo a vedere i primi peli della barba, la pubertà, i primi amori. Selfie e abbracci, davanti al reattore 4 di una centrale nucleare che ha visto la più grande tragedia atomica civile della storia dell’umanità. Scene dal 2019 di Pripyat in Ucraina, la città fantasma a tre chilometri dalla famigerata centrale di Chernobyl, e queste sono solo alcune delle foto che caratterizzano la recente mania di selfie e shooting finiti sui principali social network.

Una moda di cattivo gusto, alimentata dal successo planetario della recentissima serie Chernobyl, prodotta da HBO e Sky. Un fenomeno mediatico che, nonostante la recente uscita, è stato già definito pietra miliare della storia televisiva, con un plauso unanime di pubblico e critica. Un trionfo che ha avuto ripercussioni nel turismo della cittadina evacuata a centoventi chilometri da Kiev, al punto da vedere un aumento delle visite compreso tra il trenta e il quaranta percento in più, rispetto all’anno precedente. Il tutto per tour dal prezzo che si aggira intorno ai 100 dollari al giorno, per una visita dei luoghi della tragedia.

Un’isteria collettiva che trova l’orrore e il disappunto nel tweet di uno dei suoi principali artefici, l’ideatore e sceneggiatore della serie tv, Craig Mazin:

Ho visto le foto in giro: se visitate Chernobyl, per favore ricordate che lì è avvenuta una tragedia terribile. Comportatevi in modo rispettoso per chi ha sofferto e per le vittime.

Un appello che forse servirà a restituire dignità ai temi della produzione televisiva, nel suo racconto degli errori, delle omissioni e delle gravissime inefficienze di quei giorni, ma che non restituirà il giusto rispetto per i tanti morti di una delle catastrofi più devastanti della storia dell’umanità.

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