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Scritte imbarazzanti contro l’uso di buste di plastica a Vancouver

Scritte imbarazzanti contro l’uso di buste di plastica a Vancouver

Se non li convinci falli vergognare: un commerciante combatte la pigrizia dei suoi clienti applicando scritte imbarazzanti sui propri sacchetti monouso.

L’ironia salverà il mondo. Una massima che deve essere balzata spesso alla mente di David Lee Kwen, proprietario di un negozio alimentare di Vancouver, l’East West Market. Per disincentivare nei clienti l’uso di buste di plastica nel suo negozio ha pensato di stamparci scritte compromettenti, come “L’Emporio dei più strani Video per Adulti”, oppure il più moderato “Unguento per verruche all’ingrosso”.

Un sistema creativo per affrontare un problema grave: un sacchetto in plastica non eco compatibile può impiegare fino a mille anni prima di dissolversi nell’ambiente, con conseguenze gravissime per gli ecosistemi, soprattutto marini. Un oggetto dalla vita utile brevissima, che può provocare strangolamento in molti animali, oltre che tossicità e contaminazione della catena alimentare in caso di degradazione.

Un paradosso al centro dell’iniziativa del simpatico proprietario, che ha dichiarato a proposito:

In realtà la soluzione è semplice e dietro l’angolo: tutti abbiamo sacchetti riutilizzabili in casa. Il problema è che ce ne dimentichiamo, tralasciando pigramente la questione. Con la mia iniziativa voglio indurre le persone a ricordare l’uso dei sacchetti riutilizzabili. Con uno strumento particolarmente efficace: la vergogna.

Un movente geniale, supportato anche dallo slogan della campagna: “Evita la vergogna, porta una borsa riutilizzabile”. Un modo come un altro per sensibilizzare le persone su una delle fonti principali da inquinamento ambientale. Una risata che seppellirà i sacchetti in plastica monouso.

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