Scoperto verme che digerisce il polistirolo

Scoperto verme che digerisce il polistirolo

Fonte immagine: Tylwyth Eldar via Wikimedia

Un comunissimo verme è in grado di smaltire il polistirolo, anche digerendo pericolosi ritardanti di fiamma bromurati: lo studio.

Un comunissimo verme potrebbe rappresentare una soluzione per lo smaltimento dei rifiuti plastici, in particolare realizzati in polistirolo o materiali simili. È quanto conferma un nuovo studio condotto dall’Università di Stanford: protagonista di questa importante scoperta è più precisamente una tarma, quella della farina.

La tarma in questione è la larva del Tenebrio molitor, un comune coleottero diffuso pressoché ovunque, noto per la capacità di nutrirsi di moltissimi materiali diversi. I ricercatori dell’Università di Stanford hanno pertanto voluto analizzare se l’insetto in questione potesse ritornare utile nella digestione di vari tipi di polistirolo. Questo materiale è infatti abbastanza difficile da riciclare, poiché molto leggero e spesso trattato con ritardanti di fiamma, che possono rendere impossibile il processo di recupero. Solo nel 2015, così come sottolinea TreeHugger, negli Stati Uniti sono stati aggiunti al polistirolo 25 milioni di tonnellate di HBCD, un ritardante di fiamma bromurato, in via di eliminazione sia negli stessi USA che in Europa.

Dallo studio, è emerso come queste tarme non solo siano in grado di digerire facilmente il polistirolo, rilasciando solo pochi residui e anidride carbonica, ma anche come sappiano trattare senza evidente conseguenze i ritardanti di fiamma. Non è però tutto, poiché i ricercatori hanno anche notato come non vi siano contaminazioni nella catena alimentare. A questo scopo, delle tarme sono state fornite a gamberetti dalle zampe bianche del Pacifico: non vi sono state tracce di HCBD dopo il consumo. Così ha spiegato Anja Malawi Brandon, una delle ricercatrici alla base dello studio:

Le tarme eliminano l’HBCD: circa il 90% entro le 24 ore dal consumo e totalmente nelle 48 ore. Questo non è certamente ciò che ci saremmo aspettati di vedere. È stupefacente che queste tarme possano consumare un additivo chimico senza che questo si accumuli nel loro corpo col tempo.

Fonte: TreeHugger

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