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Scoperto tra Australia e Nuova Guinea uno squalo che cammina

Scoperto tra Australia e Nuova Guinea uno squalo che cammina

Fonte immagine: Pixabay

Scoperto tra Australia e Nuova Guinea uno squalo in grado di camminare sul fondale marino, usando le sue pinne come se fossero zampe.

Si aggira sui fondali marini, usando le sue pinne per spostarsi più agilmente, come se stesse camminando. È questa la caratteristica principale di un nuovo squalo, scoperto lungo le coste dell’Australia: appartenente al genere Hemiscyllium, è in grado di rimanere aggrappato ai fondali, come se stesse gattonando. L’identificazione di questo nuovo esemplare è avvenuto grazie al lavoro congiunto di Conservation International, il Florida Museum of Natural History, l’Indonesian Institute of Science e il Ministero dell’Ambiente indonesiano.

Lo squalo in questione presenta un corpo striato e vive lungo la barriera corrallina tra l’Australia e la Nuova Guinea. Come evidente dal video rilasciato sulla piattaforma YouTube dalla stessa Conservation International, l’animale usa le sue pinne come se fossero delle zampe, per avanzare lungo i fondali rocciosi.

A quanto pare innocuo per l’uomo, la strategia di questo squalo potrebbe essere di tipo evolutivo. Innanzitutto, lo strisciare sui fondali permette all’esemplare di ridurre sensibilmente il suo consumo di ossigeno, in acque mediamente profonde dove questo elemento inizia a scarseggiare. Inoltre, grazie anche al suo corpo striato, questa strategia permette allo squalo di risultare virtualmente invisibile alle prede, che coglie di sorpresa.

Secondo gli esperti, quello in questione non sarebbe un caso unico: potrebbero essere diverse le specie di squalo in grado di camminare sul fondo dei mari. Nella maggior parte dei casi, però, risiedono in zone non frequentemente visitate dall’uomo: questa potrebbe essere la ragione che ne ha ritardato la scoperta. A oggi si ritiene vi siano almeno nove specie di squalo in grado di strisciare su rocce e sabbia: quella in questione potrebbe essersi staccata da esemplari già conosciuti del genere Hemiscyllium, per poi evolvere autonomamente.

Fonte: New York Post

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