Scoperta barriera corallina alta come l’Empire State Building

Scoperta barriera corallina alta come l’Empire State Building

Fonte immagine: Unsplash

Scoperta una barriera corallina alta quanto l'Empire State Building di New York: si trova al largo delle coste dell'Australia.

Una barriera corallina alta come l’Empire State Building, un patrimonio di biodiversità scoperto al largo delle coste dell’Australia. È questa l’ultima sorpresa che proviene dalle profondità oceaniche: poco distante dalla Grande Barriera Corallina australiana è infatti stato scovato un vero e proprio massiccio subacqueo.

L’incredibile ritrovamento è stato reso possibile grazie a un’opera di mappatura 3D dei fondali marini, condotto dall’istituto californiano Schmidt Ocean Institute.

Nuova barriera corallina in Australia

Data l’imponenza della formazione, è probabile che la barriera corallina in questione esista da secoli. Ma solo negli ultimi tempi l’uomo ne è venuto a conoscenza, grazie alle nuove indagini condotte sui fondali oceanici. L’annuncio della stupefacente scoperta è avvenuto lo scorso 26 ottobre, quando i ricercatori dello Schmidt Ocean Institute hanno reso note le loro indagini.

Dalla forma di una “lama verticale“, la formazione in questione è alta circa 1600 piedi, ovvero 487 metri. Per confronto, l’Empire State Building – uno dei più iconici grattacieli di New York – raggiunge i 381 metri.

La barriera corallina si trova a circa 130 chilometri da Capo York ed è la prima di questo genere che viene rinvenuta in 120 anni di esplorazioni marine. La struttura sarebbe distaccata e indipendente dalla vicina Grande Barriera Corallina, anche se la composizione è simile. È infatti perlopiù formata da coralli, spugne e alcionacei, inoltre offre riparo a molteplici varietà di piccoli pesci.

Purtroppo, anche questa “grande lama” rischia di essere sottoposta ai cambiamenti climatici che stanno da anni coinvolgendo il mare. La Grande Barriera Corallina australiana è infatti colpita dal fenomeno dello sbianchimento dei coralli, dovuto all’innalzamento delle temperature. Una condizione che porta ad alterare l’habitat naturale dei fondali, non solo comportando la morte degli stessi coralli, ma anche la scomparsa delle 411 specie di pesci che normalmente abitano queste acque e la sparizione di crostacei e altri invertebrati.

Fonte: Outlook India

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