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La scimmie sono più intelligenti di Lucy, l’antenata dell’uomo

La scimmie sono più intelligenti di Lucy, l’antenata dell’uomo

Fonte immagine: Pexels

Le scimmie moderne potrebbero essere più intelligenti di Lucy, l'antenata dell'uomo: è quanto rivela una ricerca sull'afflusso di sangue al cervello.

Le grandi scimmie oggi presenti sul Pianeta sono probabilmente più intelligenti di Lucy, l’antenata dell’uomo. È quanto suggerisce una ricerca condotta dall’Evolutionary Studies Institute dell’Università di Witwatersrand, pubblicata sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B: stando a quanto sostenuto dagli esperti, il cervello più grande dell’australopiteco non ne ha assicurato un’intelligenza maggiore rispetto a gorilla, orango e altre scimmie oggi esistenti.

I ricercatori hanno misurato la qualità dell’afflusso di sangue alle aree cognitive del cervello, stimando la grandezza delle arterie deputate a questo scopo dall’analisi del diametro di uno specifico foro presente nel cranio. La misurazione è stata calibrata prendendo in considerazione l’uomo e altri mammiferi, tra cui 96 grandi scimmie, per poi confrontare il tutto con i resti fossili del cranio di 11 australopitechi diversi.

Dall’analisi, è emerso come le grandi scimmie moderne possano approfittare di un afflusso di sangue più generoso alle aree cognitive del cervello, rispetto agli antenati dell’uomo, un fatto che potrebbe suggerirne un’intelligenza più spiccata. Così ha spiegato Roger Seymour, docente di Scienze Biologiche dell’Università di Adelaide:

I risultati sono arrivati a sorpresa per gli antropologi, poiché si è sempre ritenuto che l’intelligenza sia collegata alla grandezza del cervello. Di primo acchito, la dimensione del cervello può sembrare una misura ragionevole, perché permette di stimare il numero delle cellule cerebrali, ovvero i neuroni. A un’analisi più approfondita, comunque, emerge come le capacità cognitive dipendano non solo dal numero di neuroni, ma anche dalle connessioni fra di loro, ovvero dalle sinapsi.

Per garantire un’intelligenza elevata, come quella umana, è necessario un apporto costante e continuo di sangue, affinché l’attività delle sinapsi possa approfittare di elevati livelli di ossigeno. Non a caso, sebbene il cervello umano determini solo tra il 2 e il 5% del peso corporeo, utilizza circa il 20% di tutte le energie dell’organismo e il 15% del flusso sanguigno proveniente dal cuore.

Paragonando Lucy a Koko, il famoso gorilla che ha imparato ben 1.000 segni per comunicare con gli umani, i ricercatori hanno stimato un’intelligenza maggiore per i gorilla rispetto agli australopitechi. Questo proprio perché l’afflusso di sangue che arriva al cervello delle grandi scimmie moderne è decisamente maggiore rispetto a quello di esemplari come Lucy, segno evidente di una maggiore attività delle sinapsi.

Sulla base dei nostri risultati, stimiamo che l’afflusso di sangue nell’emisfero cerebrale di Koko sia stato il doppio rispetto a quello di Lucy. Poiché l’afflusso di sangue potrebbe essere una misura migliore per valutare le capacità di processare informazioni rispetto alla semplice grandezza del cervello, Koko sembra essere stato un esemplare più intelligente rispetto alla stessa Lucy.

Fonte: Phys.org

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