Scegliere un’auto a metano

Scegliere un’auto a metano

Scopriamo vantaggi e svantaggi delle vetture alimentate a metano e come scegliere al meglio la propria auto.

Auto a metano: vantaggi e svantaggi

Presente come carburante fin dagli anni Trenta, il metano ha avuto un vero impulso a partire dal 1973, quando l’Italia fu colpita dalla crisi petrolifera, che indusse molte case automobilistiche a pensare a costruire vetture con diverso carburante.

Complice anche il caro petrolio degli ultimi 3 anni, sono in crescita le vendite di auto dotate di alimentazione “bi-fuel” benzina-metano, a tutto vantaggio del risparmio economico e dell’inquinamento. Sono infatti questi i vantaggi sostanziali di dotare la propria auto di un serbatoio supplementare per il “gas naturale compresso”, comunemente chiamato metano. Già, perché i dati parlano chiaro: con una vettura di questo tipo si risparmia il 60% sui costi di carburante rispetto alla benzina visto che con un chilo di metano – equivalente a circa un litro – si percorre in media 1,5 o 1,6 volte la strada che si percorre con la benzina. Tutto ciò a un carburante venduto a poco meno di un euro al chilo.

>> Scopri i modelli di auto a metano sul mercato

Dai vantaggi per il portafoglio ai vantaggi per l’ambiente il passo è breve: fra tutti i combustibili fossili, il metano è quello che sviluppa la minor quantità di CO2. Per questo motivo, molte amministrazioni comunali autorizzano la circolazione di mezzi dotati di questo carburante anche durante i blocchi totali della circolazione oltre che nelle porzioni di aree urbane soggette a limitazioni al traffico privato in ottica anti-inquinamento.

Come ogni cosa, anche il metano per auto ha degli svantaggi per gli utilizzatori. Prima di tutto, un serbatoio supplementare per il gas occupa spazio prezioso, riducendo quindi la capacità di carico. In secondo luogo, anche se l’Italia è il primo paese europeo per numero di distributori con 941 unità sparse nella Penisola, ci sono ancora diverse zone – soprattutto al sud – dove è difficile se non impossibile fare il pieno ecologico. Se poi si prende l’auto per un viaggio all’estero, bisogna mettere in conto di percorre molta strada a benzina visto che le aree di servizio “metanizzate” in alcuni Paesi (eccezion fatta per Germania, Austria e Svizzera) sono rare.

Il motivo è molto semplice: i distributori non sono alimentati periodicamente dalle autopompe, come avviene per i carburanti tradizionali, ma sono direttamente collegati con le tubature di metano presenti nel sottosuolo. Per questo motivo, il rifornimento self service 24 ore su 24 è ancora impossibile, eccetto che in 2 distributori: uno è situato alle porte di Milano, all’inizio dell’Autostrada del sole. Il secondo, in provincia di Bolzano. Quest’ultima provincia – insieme a quella di Trento – sta lavorando per permettere l’erogazione domestica del metano per autotrazione, collegando gli impianti del proprio giardino o del condominio direttamente con le tubazioni presenti nel sottosuolo.

Fra gli svantaggi ci sono anche le peggiori prestazioni del motore in termini di ripresa, anche se la tecnologia sta facendo passi da gigante per ovviare a questa lacuna. C’è poi un discorso legato all’autonomia del serbatoio a metano, che attualmente non supera i 450 km, ai quali va naturalmente aggiunta quella del carburante “tradizionale”. Chi è al volante può passare da un’alimentazione e un’altra semplicemente schiacciando un pulsante.

Auto a metano: sicurezza

I proprietari di auto con serbatoio a metano hanno un solo obbligo collegato alla manutenzione: ricordarsi di far revisionare e collaudare le bombole ogni 4 anni – secondo le norme europee ECE/R110 – facendo verificare la tenuta per evitare pericolose fuoriuscite di un gas che è ad alta infiammabilità. Queste revisioni valgono sia per chi ha acquistato una vettura già immatricolata come “bi-fuel” sia per chi fa aggiungere in un secondo momento un serbatoio a hoc “metanizzando” così il proprio mezzo. La revisione è però obbligatoria anche in caso di incidente, dato che la bombola potrebbe essere danneggiata.

Le Case auto si stanno attrezzando producendo un numero sempre maggiore di vetture con la doppia alimentazione, che solitamente hanno un prezzo leggermente superiore rispetto alle versione base, parzialmente compensato con ecoincentivi che le singole regioni concedono a chi decide di cambiare auto. Opel ha 4 modelli – 2 versioni di Zafira e 2 versioni del van Combo – con emissioni medie di circa 129 grammi di CO2 a chilometro.

Con 5 modelli in listino, FIAT è invece uno dei costruttori più attenti all’utilizzo di gas naturale. Oltre alle piccole Panda (in Italia è la più venduta con questo tipo di alimentazione), 500L e Punto, sono in commercio anche i monovolume Qubo e Doblò. I vertici del Lingotto hanno dichiarato che, con una percorrenza annua di 12mila chilometri, la nuova Panda permette di risparmiare poco meno di mille euro l’anno utilizzando metano e non benzina. Ancora meglio otterrebbe chi percorresse 20mila chilometri l’anno col Doblò: in questo caso, i calcoli indicano un risparmio di più di 2mila euro.

C’è poi l’italiana DR Motor con 3 modelli e Citroen, Tata, Volkswagen, Ford e Mercedes con 2 ciascuno.

Intanto, complice la crisi economica e l’aumento del prezzo del petrolio, è in sviluppo il parco italiano di auto funzionanti anche a metano: se nel mese di aprile 2012 la quota di mercato era del 4,6%, un anno dopo si è toccato quota 5,7% in un mercato complessivo che è calato del 10,8%.

Seguici anche sui canali social