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Scandalo Facebook: sul social i combattimenti fra cani

Scandalo Facebook: sul social i combattimenti fra cani

Fonte immagine: Pixabay

Scoperto su Facebook diverse pagine e gruppi dediti all'organizzazione di combattimenti fra cani: scoppia la polemica a livello internazionale.

Facebook è tra le piattaforme più usate per organizzare i combattimenti fra cani. È questa la denuncia dell’organizzazione Lady Freethinker, specializzata nella tutela degli animali, in seguito a un’inchiesta condotta tra l’ottobre del 2018 e il febbraio del 2019. A quanto pare, sul social network sarebbero presenti migliaia di condivisioni dedite alla promozione degli scontri illegali tra quadrupedi, suddivise in centinaia di pagine e gruppi. In totale, sarebbero coinvolti oltre 160.000 iscritti al servizio di Mark Zuckerberg.

Così come anticipato, tra ottobre e febbraio l’organizzazione ha condotto un intenso monitoraggio della piattaforma Facebook, dopo aver scovato alcune condivisioni relative al combattimento fra cani. In totale, sono stati rinvenuti 2.000 post in aperta violazione delle leggi statunitensi che delle principali nazioni mondiali, contenute in 200 pagine e gruppi del social network, per un totale di 160.563 membri attivi nelle cinque pagine più frequentate. L’associazione ha anche raccolto 26 degli annunci più cruenti, sottoponendoli al sistema di segnalazione di Facebook: di questi, 20 sono stati rimossi mentre sei non sono stati considerati in violazione degli standard della comunità della piattaforma.

Per eludere i controlli di Facebook, non completamente efficaci, alcune pagine avrebbero anche impiegato un linguaggio codificato, così come riferisce Mashable. Ad esempio, per indicare un cane campione in almeno cinque combattimenti, si usano le sigle “Gr Ch” (Grand Champion), mentre smesso i promotori indicano semplicemente le misure dei box in cui i quadrupedi vengono inseriti per combattere (4×4). Nina Jackel, fondatrice di Lady Freethinker, ha così commentato:

Facebook è una piattaforma spesso utilizzata per sensibilizzare sul cambiamento positivo, ma il nostro report dimostra come fallisca nel proteggere animali innocenti dagli abusi e dalla possibile morte. Non includendo nelle proprie norme contro il maltrattamento di animali, Facebook è complice nel perpetuare atti criminali contro i cani.

Sempre Mashable ha riportato il parere di un portavoce della piattaforma di Mark Zuckerberg:

Siamo grati a Lady Freethinker per aver portato alla nostra attenzione questi post, abbiamo contattato l’organizzazione per ottenere tutte le informazioni necessarie per indagare su questi contenuti. Se qualcuno vede su Facebook qualcosa che ritiene stia violando gli Standard della Comunità, lo incoraggiamo a usare gli strumenti di segnalazione presenti sulla piattaforma, affinché il nostro team possa intervenire.

Fonte: Mashable

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