Sardi: analisi su DNA antico svela i segreti della loro storia

Sardi: analisi su DNA antico svela i segreti della loro storia

Fonte immagine: Foto di maxsanna da Pixabay

Un'analisi sul DNA antico dei Sardi svela la loro storia evolutiva e potrebbe aiutare a capire meglio alcune malattie genetiche contemporanee.

La storia evolutiva dei Sardi tracciata grazie allo studio del DNA antico. A condurre la ricerca il Cnr-Irgb (Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche) in collaborazione con UniSassari, il cui lavoro “Genetic history from the Middle Neolithic to present on the Mediterranean island of Sardinia” è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications.

Durante lo studio è stato analizzato l’intero genoma del DNA di resti preistorici provenienti da 70 individui, rinvenuti in 20 siti archeologici sardi (datazione tra il Neolitico Medio e il Medioevo). Ha dichiarato Francesco Cucca, docente di Genetica medica dell’Università di Sassari e affiliato all’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb), che ha guidato la ricerca insieme a Johannes Krause (Max Planck Institute di Jena) e John Novembre (Chicago University):

I primi individui neolitici sardi mostrano una forte affinità genetica con le popolazioni coeve del Mediterraneo occidentale. Inoltre nell’isola si registra una sostanziale continuità genetica fino al periodo nuragico (II millennio a.C.).

Comparando i risultati ottenuti dal DNA antico con quelli di migliaia di sardi contemporanei si osservano, a partire da individui dei siti fenicio-punici (I millennio a.C.), segnali di flusso genetico da altre popolazioni, provenienti principalmente dal Mediterraneo orientale e settentrionale.

Analisi di particolare rilievo, sottolinea il Prof. Cucca, in relazione alla “maggiore continuità genetica della popolazione sarda rispetto ad altre contemporanee”. Ha concluso il ricercatore:

Per questo i sardi odierni evidenziano un più elevato grado di somiglianza genetica con i campioni di DNA estratto da resti preistorici provenienti dallo stesso territorio ma anche da siti neolitici (tra 10.000 e 7.000 anni fa) e pre-neolitici (oltre 10.000 anni fa) dell’Europa continentale. Lo studio conferma che queste somiglianze sono più marcate nelle aree storicamente più isolate quali l’Ogliastra e la Barbagia.

I sardi contemporanei rappresentano quindi una riserva di antiche varianti della sequenza del DNA risalenti a linee di ascendenza proto-europea, attualmente molto rare nell’Europa continentale. Lo studio di queste varianti aumenta considerevolmente la comprensione della funzione dei geni e quindi anche dei malfunzionamenti alla base di malattie genetiche.

Fonte: CNR

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