Salmonella nei polli dal Brasile: uno su cinque è contaminato

Salmonella nei polli dal Brasile: uno su cinque è contaminato

Fonte immagine: Pixabay

È stata riscontrata la presenza di salmonella in oltre 1300 tonnellate di pollame provenienti dal Brasile: contaminato un pollo su cinque.

In Brasile, maggiore esportatore di ovini al mondo circa un pollo su cinque è infettato dal virus della salmonella. È ciò che emerge da un’inchiesta condotta dal quotidiano britannico The Guardian, in collaborazione con Reportèr Brasil e il Bureau of Investigative Journalism. Un problema che riguarderebbe circa 1300 tonnellate di prodotto, ogni anno, corrispondenti a un valore di oltre 750 milioni di dollari.

Le numerose ricerche svolte hanno individuato il batterio incriminato nelle budella del pollame, un indizio chiaro dell’inefficienza delle procedure igieniche adottate dalle imprese agroalimentari brasiliane, specie durante le fasi di macellazione e abbattimento del prodotto. Di fronte allo scandalo le autorità di Brasilia hanno mostrato scetticismo sulla percentuale dei polli infetti, pur ammettendo in parte il problema e riconoscendo la maggiore severità degli standard europei sulla sicurezza alimentare rispetto a quelli più blandi del Paese sudamericano.

Inoltre rassicurano i consumatori sulla profilassi, raccomandando sempre una cottura sufficiente per scongiurare l’infezione, facilmente prevenibile. Una dichiarazione che ha convinto a metà l’opinione pubblica, data la possibilità di essere infettati dal batterio della salmonellosi anche attraverso il semplice contatto.

Una difesa che nasce dalla portata sociale del business legato al settore ovino brasiliano: un’industria che conta circa 3,6 milioni di occupati, compreso l’indotto, per un volume di produzione che sfiora i quattro milioni e mezzo di tonnellate esportate ogni anno, in tutto il mondo. Tra i maggiori importatori: Paesi Bassi, Germania, Spagna, Francia, Belgio e anche l’Italia.

Secondo dati Coldiretti del 2016, ogni anno importiamo circa 30mila tonnellate di carne dal Brasile, soprattutto manzo, una massa di prodotto destinata sia ai manchi frigo dei nostri supermercati, che alla produzione industriale. Numeri che temporaneamente sono stati interrotti: già da diversi mesi, l’Unione Europea ha approvato l’embargo di pollo e pollame proveniente dal Paese carioca.

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